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Rivista di Medicina dello Sport

Official Journal of the Italian Sports Medicine Federation
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Periodicità: Trimestrale

ISSN 0025-7826

Online ISSN 1827-1863

 

Medicina dello Sport 2001 Dicembre;54(4):305-17

 AREA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

La ligamentoplastica del ligamento crociato anteriore (LCA) con tendine rotuleo da donatore. Risultati a oltre due anni di una casistica di 21 atleti trapiantati. Revisione della letteratura

Tamburrini L. R. 1, Bertolin P. 2, Primossi G. 1

1 Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi, Trieste;
2 Ortopedia, Casa di Cura Città di Udine, Udine

Obiettivo. Gli Autori riportano una casistica di 21 atleti operati di ligamentoplastica con tendine rotuleo da donatore (allograft) del ligamento crociato anteriore (LCA) dopo almeno due anni dall’artroscopia riparatrice, contro l’opinione comune di utilizzare il tendine rotuleo autologo (autograft) per timore del rigetto.
Metodi. In questa tecnica la Divisione di Ortopedia e Traumatologia della Casa di Cura Città di Udine (Udine) diretta dal Dr. P.G. Bertolin è uniforme ai più qualificati Centri Statunitensi che nell’ultimo decennio hanno dimostrato l’utilità del trapianto allogenetico permettendo così di risparmiare all’atleta il proprio tendine rotuleo. Gli Autori descrivono la tecnica di trattamento e di conservazione del tendine allograft e cioè tessuto fresh-frozen con temperatura di -70°C, tessuto liofilizzato sotto vuoto freeze-dried a temperature da -18°C a -70°C e tessuto sterilizzato con ossido di etilene o raggi gamma per impedire la trasmissione dei virus dell’epatite, dello HIV, della sifilide e del tessuto osseo senza danneggiare le fibre collagene. Viene poi descritto il destino di tale complesso «bone-ligament-bone» con bendelette cilindriche di diametro 12-13 mm e lunghezza 30 mm per la parte tibiale e 11-12 mm e 25 mm per quella rotulea. Sono elencati i vantaggi e gli svantaggi del trapianto allogenetico tra cui la reperibilità, il costo, la trasmissione di malattie sempre statisticamente possibili come pure il rigetto a fronte della sua indiscussa utilità biologica che permette di mantenere integro l’apparato estensore del ginocchio. Sono riportate le procedure per il tessuto allograft che si presenta in vasetti di vetro o in una doppia busta alla cui apertura segue l’idratazione in una soluzione fisiologica con antibiotici.
Risultati. I risultati relativi alla stabilità del ginocchio esaminati con il Lachman test e il Jerk test nonché con l’artrometro manuale KT 1000, sono stati tutti favorevoli sia sul campione di atleti di primo impianto che su quello di reinterventi in cui era fallita la precedente ligamentoplastica del LCA con tessuto tendineo proprio. Sono state infine eseguite due artroscopie di controllo con prelievi istologici alla base tibiale del nuovo tendine-ligamento in altrettanti atleti che hanno evidenziato a 1 anno dall’intervento il tendine vivo, perfettamente normale con le fibre ancora attorcigliate all’atto dell’impianto e la presenza di numerosi fibroblasti con nucleo cilindrico e allungato prodotti dal genoma dell’ospite, nonché a 3 anni con il ligamento coperto dalla membrana sinoviale e dai suoi fittoni sparsi nella cavità intercondiloidea e istologicamente la presenza di cellule ligamentose ancora più numerose con morfologia nucleare rotondeggiante in una fase maturativa e proliferativa intermedia tra la struttura tendinea e quella ligamentosa.
Conclusioni. Gli Autori confrontano i loro risultati con quelli della Letteratura prodotti dai principali Autori statunitensi per valutare i miglioramenti ottenuti nei loro atleti secondo il criterio delle varie scale di valutazione quali la Cincinnati Knee Scale, la scala Lysholm e quant’altro. Essi riguardano principalmente la riacquistata stabilità del ginocchio e la sua potenza articolare documentata al Cybex e alle sue prove.

lingua: Italiano


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