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Rivista di Medicina dello Sport

Official Journal of the Italian Sports Medicine Federation
Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,163

Periodicità: Trimestrale

ISSN 0025-7826

Online ISSN 1827-1863

 

Medicina dello Sport 2001 Dicembre;54(4):295-304

 AREA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

L’analisi elettromiografica nella ricostruzione del legamento crociato anteriore. Un nuovo possibile metodo di controllo e prevenzione

Bisciotti G. N., Bertocco R., Ribolla P. P., Sagnol J. M.

Facoltà di Scienze dello Sport, Università Claude Bernard, Lione (F)

Nel presente studio sono stati considerati 10 soggetti la cui età, peso ed altezza erano rispettivamente 25±3 anni (media±deviazione standard), 71,1±6,5 kg, 179,7±4,2 cm, tutti praticanti attività sportiva ed aventi subito una rottura isolata od associata del legamento crociato anteriore (LCA), trattata chirurgicamente tramite ricostruzione artroscopia.
Ad ogni soggetto è stato richiesto di effettuare una serie di 6 contrazioni isometriche massimali della gamba sulla coscia con angolo articolare standardizzato a 90°, sia con l’arto leso che con il controlaterale sano, durante le quali è stato registrato, sia il valore di massima forza isometrica, sia il segnale elettromiografico di superficie del Vasto Mediale Obliquo (VMO), che dal Vasto Laterale (VL). Il deficit di forza a carico dell’arto leso è stato pari al 30,27±21,65% (p<0,005), la Ratio EMG VMO/VL dell’arto sano e dell’arto leso è stata pari rispettivamente a 1,12±0,08 e 0,95±0,04, la differenza è risultata statisticamente significativa (p<0,006). I risultati mostrano come in seguito ad intervento ricostruttivo del LCA, si verifichi un deficit contrattile maggiore a carico del VMO rispetto al VL, che si traduce in una modificazione della Ratio EMG che è a sua volta indice di un’alterazione dei pattern di attivazione neuromuscolare.
A questo proposito è importante ricordare che una delle principali cause d’instabilità del ginocchio conseguente all’intervento ricostruttivo del LCA, in seguito ad una sua rottura isolata od associata, è costituita dall’ipotonia e dall’ipotrofia del quadricipite femorale, ed in particolar modo del VMO, conseguente al periodo di ipofunzionalità successivo all’atto operatorio.
Poter quindi comparare la Ratio VMO/VL dell’arto sano nei confronti del controlaterale leso appare soprattutto interessante a fini diagnostici e preventivi, un’alterazione di quest’ultima comporta infatti una contemporanea alterazione dei patterns di attivazione neuromuscolare che potrebbe, in ultima analisi, esporre il neo-legamento al rischio di recidiva traumatica, soprattutto nella fase in cui il soggetto praticante un’attività sportiva, alla fine del periodo riabilitativo, si riavvicini attivamente a quest’ultima.
La semplice riacquisizione di forza dell’arto leso nei confronti del controlaterale sano, testabile attraverso modalità isometriche, isotoniche od isocinetiche, infatti non garantisce, a nostro parere, un parallelo ripristino dei patterns di attivazione neuromuscolare, che potrebbero essere comunque sostanzialmente diversi, anche in presenza di un’eguale espressione di forza, grazie a dei meccanismi muscolari di compenso. Una contemporanea valutazione dinamometria ed elettromiografia, permetterebbe invece di poter disporre di un quadro valutativo della situazione artro-muscolare sicuramente più completo ed attendibile.

lingua: Inglese


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