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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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AREA FARMACOLOGICA E DOPING  


Medicina dello Sport 2001 Settembre;54(3):229-33

lingua: Italiano

Conoscenze, attitudini e comportamenti nei confronti del doping e degli integratori alimentari in un campione di atleti del centro-sud Italia

La Torre G. 1, Limongelli F. 2, Masala D. 1, D'Acunto M. 2, Maddalena F. 1, Perna P. 1, Brancaccio P. 2, Della Pietra A. 2, Fioretti L. 2, Ricciardi G. 1

1 Cattedra di Igiene, Università degli Studi, Cassino;
2 Cattedra e Servizio di Medicina dello Sport, Seconda Università degli Studi, Napoli


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Allo scopo di valutare conoscenze, attitudini e comportamenti degli atleti italiani nei confronti del doping, per poter predisporre un intervento efficace di educazione alla salute in ambito sportivo, è stato avviato uno studio nel Centro-Sud Italia, prima dell’emanazione della nuova normativa anti-doping. L’indagine ha previsto la somministrazione di un questionario, nel periodo giugno-dicembre 2000, ad atleti dilettanti di Lazio e Campania delle discipline: atletica, calcio, ciclismo, nuoto, pallacanestro, pallamano, pallavolo, pugilato, arti marziali. Hanno partecipato all’indagine 1056 atleti (660 maschi e 396 femmine) di età compresa fra i 16 ed i 35 anni. Il doping viene considerato una pratica diffusa nello sport ad alto livello dal 27,8% dei partecipanti, diffusa negli sport a tutti i livelli dall’11,3%, una pratica illegale dal 40,9%, un ricorso a sostanze che presentano qualche rischio dal 26% dei responders. Il 16,5% degli atleti dichiara di aver fatto uso di aminoacidi oppure di creatina. L’assunzione di sostanze illecite viene ritenuta utile e non rischiosa dal 11,3%, rischiosa ma utile per migliorare la performance dal 4,3%, rischiosa e da evitare dall’83,1% dei responders. È d’accordo nel considerare accettabili i farmaci per migliorare le prestazioni il 28,6% degli atleti, e ne farebbero uso personale per migliorare le proprie prestazioni o per vincere il 14,8% ed 13,3%, rispettivamente. I risultati dello studio dimostrano quanto sia particolarmente sentito il problema del doping e degli integratori alimentari a livello di sport dilettantistico. Appare chiaro, da questi dati, che occorre al più presto ed in maniera capillare avviare interventi preventivi, nell’ambito di attività di educazione alla salute.

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