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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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AREA VALUTAZIONE FUNZIONALE  


Medicina dello Sport 2001 Settembre;54(3):195-210

lingua: Italiano

Nuovi metodi nella valutazione delle proprietà neuro-muscolari in riabilitazione e medicina sportiva

Bosco C., Tsarpela O., Foti C., Manno R., Annino G., Tarantino U.

Università degli Studi Tor-Vergata, Roma, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Fondazione Don Gnocchi, Roma


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Lo scopo di questo nuovo metodo diagnostico è quello di assicurare una valutazione completa delle proprietà neuromuscolari subito dopo (6-8 settimane) un intervento chirurgico all’articolazione del ginocchio. Inoltre è stata pianificata una tecnica che permette di poter rilevare la funzionalità dei propriocettori del ginocchio, dopo un’operazione, usando EMG e sollecitazione vibratorie di tipo sussultorio. A tale scopo vennero esaminati ventinove pazienti, precedentemente operati ad un ginocchio (GO) e quattordici soggetti sani che fungevano da gruppo di controllo (GC). Le prove erano costituite da una valutazione di estensione del ginocchio, senza carico esterno. Mediante un encoder veniva registrata la velocità di estensione del piede e quindi calcolata la potenza meccanica, contemporaneamente veniva sincronizzata l’attività elettromiografica di due muscoli estensori della gamba (vasto laterale e mediale), i due arti furono valutati separatamente. La seconda era costituita dalla registrazione elettromiografica nei muscoli estensori della gamba, prima e dopo la somministrazione di sollecitazioni vibratorie sussultorie. A tale scopo, ogni soggetto veniva disposto in posizione di 1/2 Squat su una pedana vibratoria, guidata a 40 Hz per 30 s. Una registrazione di EMG veniva eseguita 30 s prima e durante la vibrazione. Nei soggetti operati l’arto sottoposto ad intervento chirurgico dimostrò una potenza meccanica inferiore del 13% rispetto a quello sano (p<0,001), questa venne accompagnata da una parallela riduzione di EMG (p<0,05). Nel GC non vennero rilevate differenze statisticamente significative nei due arti. Le perturbazioni indotte dalle vibrazioni produssero un incremento dell’attività elettromiografica, rispetto alla condizioni di base sia nel GC che GO; nel gruppo operato, questa risultò essere statisticamente più elevata nell’arto operato rispetto a quello sano mentre nel GC, i valori medi registrati nei due arti furono simili. Il recupero funzionale dell’arto operato, espresso come rapporto di potenza meccanica tra arto operato/sano, mostrò una correlazione (r = 0,61) statisticamente significativa (p<0,01), con il periodo trascorso dopo l’operazione. In conclusione, queste nuove metodiche, hanno permesso di rilevare la capacità funzionali di alcuni propriocettori, negli arti operati. Pertanto è stato possibile evidenziare che, nonostante gli arti operati mostrassero un recupero completo delle capacità neuromuscolari, quando veniva richiesto un movimento volontario guidato dal SNC, la capacità di risposta propriocettiva non sempre mostrava segnali di recupero completi.

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