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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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Medicina dello Sport 2001 Giugno;54(2):105-13

lingua: Italiano

Effetti dell’allenamento, del disallenamento e del decondizionamento sulla componente lenta del VO2

Maione D. 1, Senaldi R. 2, Maietta P. 1, Maione A. 1, Drago E. 2, Tentoni C. 1

1 ISEF - Facoltà di Scienze motorie, Università degli Studi - Bologna;
2 Centro Interuniversitario di Studi e Ricerche in Medicina dello Sport, Istituto di Medicina dello Sport CONI-FMSI - Bologna


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Questo studio è stato eseguito per valutare gli effetti sulla componente lenta del V.O2(clV.O2) di un allenamento aerobico di 7 settimane, e di un disallenamento di uguale durata in 4 soggetti (II gruppo). I 7 soggetti (22,1±0,9 anni), fisicamente attivi, ma non allenati, hanno eseguito un ramping-test per determinare la I soglia ventilatoria (Sv1) e la massima capacità aerobica, sulla quale è stato calcolato il wattaggio degli esercizi a carico costante, tutti sopra Sv1. Questi ultimi sono stati utilizzati per studiare la cinetica del V.O2 impiegando modelli matematici con 2 termini esponenziali, adeguati sui dati sperimentali mediante un software originale. L’entità della clV.O2 in ml/kg di O2 è stata ottenuta dall’integrale dell’area compresa tra i 2 esponenziali del modello matematico. Come decondizionamento i soggetti del II gruppo hanno sospeso ogni attività in palestra. Nel I gruppo la clV.O2 in media, ridotta con l’allenamento di ~ 42%, è aumentata dopo disallenamento di ~ 68%, tra preallenamento e disallenamento è diminuita del 10%. Nel II gruppo dopo decondizionamento fisico la clVO2 è aumentata in media di ~ 22%. La riduzione della clV.O2 con l’allenamento e il suo aumento con il disallenamento confermano i risultati di precedenti lavori. Mentre il decondizionamento ha aumentato la clV.O2, questa è diminuita, sia pure di poco, tra preallenamento e disallenamento. È verosimile che gli effetti del disallenamento influenzino i meccanismi responsabili della clV.O2 in tempi più protratti rispetto a quelli da noi mpiegati, successivamente alla perdita dei vantaggi indotti dall’allenamento.

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