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MEDICINA DELLO SPORT

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Medicina dello Sport 2000 June;53(2):125-35

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Analisi delle caratteristiche elastiche dell’unità muscolo tendinea e delle capacità di equilibrio di due diverse tipologie atletiche

Bisciotti G. N. 1, 2, Scanavino A. 1, Trevisson P. 1, Necchi P. 3, Krater G. 1, Gaudino C. 1, Sagnol J. M. 2

1 Istituto Superiore di Educazione Fisica di Torino (I);
2 Facoltà di Scienze dello Sport Università di Lione, Département Entraînement et Performance (F);
3 I.P.S.I.A., Pontremoli (I)


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Nel presente studio sono state confrontate le proprietà elastiche del quadricipite femorale e del tricipite crurale di due gruppi di atleti, 7 sprinter e 7 mezzofondisti di livello nazionale nell’ambito dell’atletica leggera. La stiffness neuro-muscolare è stata calcolata attraverso una nuova metodica di calcolo 1 che si basa sulla registrazione dei tempi di contatto e dei tempi di volo durante l’esecuzione del test di Rebound Jump 10’ effettuato su pedana di Bosco. I due gruppi hanno presentato diverse caratteristiche di elasticità, da ricondursi alla tipicità dell’attività sportiva svolta. Gli sprinter infatti hanno fatto registrare una maggior stiffness (p<0,05) a carico del quadricipite femorale rispetto ai mezzofondisti, mentre nessuna differenza è evidenziabile tra i due gruppi per ciò che concerne il tricipite crurale. Dai dati desunti è possibile desumere come lo studio delle caratteristiche elastiche dell’unità muscolo-tendinea possa rivelarsi utile non soltanto nell’ambito della ricerca, ma anche in funzione di una razionalizzazione della metodologia di allenamento. Inoltre le caratteristiche elastiche della muscolatura degli arti inferiori sono state messe in relazione con le capacità di equilibrio, indagate attraverso l’utilizzo di una tavoletta basculante a fulcro mobile (Delos Equilibrium Board) interfacciata ad un computer, che permetteva l’acquisizione dei dati relativi ai gradi di inclinazione della tavola stessa con una frequenza di campionamento pari 100 Hz. Le capacità di equilibrio in tal modo indagate si sono rivelate indipendenti dalle qualità elastiche del sistema. Questi dati testimonierebbero quindi come la gestione ottimale delle capacità di equilibrio sia piuttosto da ricondursi ad abilità di tipo prettamente coordinativo.

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