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AREA CLINICA  


Medicina dello Sport 1999 September;52(3):191-200

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Meccanismi elettrofisiologici e significato clinico dei diversi tipi di aritmie ipercinetiche sopraventricolari a cuore «normale»

D’Este D., Bertaglia E., Zerbo F., Pascotto P.

Unità Operativa di Cardiologia, Ospedale Civile di Mirano (Venezia)


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Si descrivono il significato clinico e il meccanismo elettrofisiologico delle principali aritmie sopraventricolari osservabili nel cuore sano. La tachicardia atriale ectopica è sostenuta prevalentemente da un aumentato automatismo. Il significato clinico dipende dalla frequenza della tachicardia e dalla durata dell’aritmia. Nelle forme incessanti si può osservare lo sviluppo di una cardiomiopatia secondaria alla tachicardia. In una discreta percentuale di casi la tachicardia atriale scompare spontaneamente. Il flutter atriale comune è aritmia rara nel cuore sano. È causata da un macrorientro in cui lo stimolo percorre un circuito predeterminato sito nell’atrio destro. È un’aritmia parossistica ben tollerata, ma talora viene condotta ai ventricoli a frequenza molto elevata, causando una brusca riduzione della portata cardiaca.
La fibrillazione atriale nel soggetto sano («idiopatica») è caratterizzata da un’attività atriale caotica probabilmente sostenuta da molteplici e variabili microcircuiti di rientro «funzionali». In alcuni casi è innescata da battiti ectopici ripetitivi ad alta frequenza provenienti dall’imbocco delle vene polmonari. È parossistica e la tollerabilità dipende dalla frequenza di risposta ventricolare. Il rischio di tromboembolie sembra trascurabile. La tachicardia giunzionale comune è un’aritmia da rientro il cui circuito è confinato nell’area perinodale. Durante la tachicardia lo stimolo discende ai ventricoli lungo una via lenta e risale agli atri attraverso una via veloce. È un’aritmia parossistica generalmente ben tollerata, ma vi sono anche forme caratterizzate da una frequenza cardiaca molto elevata ed altre in cui la tachicardia si accompagna a sincope, probabilmente neuromediata. Una variante rara della tachicardia giunzionale è la forma non comune in cui lo stimolo percorre lo stesso circuito in senso inverso. La sindrome di Wolff-Parkinson-White è caratterizzata dalla presenza di una via anomala atrioventricolare attraverso la quale l’impulso elettrico può venire retrocondotto agli atri realizzando una tachicardia. Di regola tale tachicardia parossistica è ben tollerata, ma talora può degenerare in fibrillazione atriale che, se la via anomala possiede elevate capacità conduttive, condiziona una frequenza ventricolare molto elevata, fino alla fibrillazione ventricolare. Poiché le implicazioni cliniche dipendono dalle caratteristiche elettrofisiologiche della via anomala e dalla capacità della stessa di dare origine alla tachicardia e alla fibrillazione atriale, si rende necessario ai fini prognostici uno studio elettrofisiologico. La tachicardia reciprocante atrioventricolare da via anomala occulta si differenzia dalla sindrome di Wolff-Parkinson-White solo perché la via anomala è percorribile esclusivamente in senso retrogrado. In questi casi non vi è rischio di fibrillazione ventricolare. La tachicardia reciprocante da via anomala atrioventricolare a conduzione decrementale (tipo «Coumel») è una rara aritmia da rientro il cui circuito è costituito in senso anterogrado dalla normale via nodo-hisiana e in senso retrogrado da una via anomala parasettale «occulta» a conduzione lenta. È incessante o iterativa e talora provoca una cardiopatia dilatativa secondaria. La tachicardia reciprocante atrioventricolare tipo «Mahaim» è una rara aritmia da rientro in cui lo stimolo percorre in senso anterogrado delle fibre anomale che connettono l’atrio destro con la parte distale della branca destra e in senso retrogrado la normale via atrioventricolare. Più raramente la branca anterograda del circuito è costituita da fibre che connettono il nodo e la branca destra. È una tachicardia di tipo parossistico, generalmente ben tollerata.

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