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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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AREA CLINICA  


Medicina dello Sport 1999 Settembre;52(3):165-75

lingua: Italiano

Ruolo degli antiossidanti nel danno polmonare. Nostre esperienze

Cristofalo M. G., Savojardo M., Pecorella G., Galiano S., Lo Coco L., Parisi A., Francavilla V., Marchese L., Palmieri F., Francavilla G.

Cattedra di Medicina dello Sport, Università degli Studi, Palermo


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Numerosi lavori sono stati prodotti in questi ultimi 10 anni da differenti scuole di pensiero sui radicali liberi.
Così patologie riguardanti diversi apparati, che percentualmente incidono come cause frequenti di malattie mortali e invalidanti, hanno trovato nella ricerca una connessione mirata con la produzione e la presenza di sostanze ossidanti.
L’albero respiratorio è sicuramente il più esposto all’azione lesiva dei radicali liberi presenti nell’atmosfera respirata e da quelli prodotti in seguito all’assunzione, per via inalatoria di sostanze che ne incrementano la produzione.
Anche la performance degli atleti è stata osservata con grande attenzione nella speranza di trovare spiegazioni logiche sulle modificazioni repentine dello stato di preparazione, in assenza di cause apparenti.
Il polmone, com’è stato ampiamente dimostrato, è uno degli organi più soggetti al danno ossidativo per produzione endogena indotta da aria inquinata e per una caduta delle difese immunitarie.
Il nostro lavoro, partendo da un dato di certezza e cioè dall’azione antiossidante espletata dall’N-acetilcisteina con doppio meccanismo di azione e dall’importante ruolo svolto dalla vitamina C nei processi ossidoriduttivi, vuole dimostrare che si può avere una reale prevenzione nel broncospasmo indotto dall’esercizio fisico.
Abbiamo formulato un protocollo di ricerca della durata di 4 mesi ed abbiamo valutato 62 atleti divisi in 4 gruppi, di cui uno come gruppo controllo.
L’analisi dei dati ha confermato quanto da noi ipotizzato, sull’effettiva protezione e cura che la N-acetilcisteina e la vitamina C svolgono nei soggetti affetti da BIEF.
Tutti gli sportivi in trattamento hanno avuto una remissione completa della sintomatologia.

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