Ricerca avanzata

Home > Riviste > Medicina dello Sport > Fascicoli precedenti > Medicina dello Sport 1999 Marzo;52(1) > Medicina dello Sport 1999 Marzo;52(1):9-20

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOMEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


Official Journal of the Italian Sports Medicine Federation
Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,163

 

Medicina dello Sport 1999 Marzo;52(1):9-20

 AREA CLINICA

La valutazione fisica del soggetto con insufficienza mentale. Prove in laboratorio e rilievi in gara

Sarchi P. 1, Sprenger C. 1, Mauro F. 2, Veicsteinas A. 3

1 Centro di Medicina dello Sport, Fondazione Don C. Gnocchi, IRCCS, Milano;
2 Istituto di Educazione Fisica della Lombardia, ISEF, Milano;
3 ECUS Centro Interuniversitario (Università di Brescia, Trento e Verona) Europeo per le Scienze Sportive, Rovereto

Il disabile mentale che pratica attività sportiva di qualunque tipo è considerato dall’attuale legislazione non agonista. In realtà è ipotizzabile anche per questa categoria di disabili che l’impegno fisico durante l’allenamento e la gara sia da considerarsi massimale. La scarsa disponibilità di dati esistenti in letteratura ha promosso la presente indagine che si propone di verificare se durante la gara l’impegno del disabile mentale sia effettivamente, come generalmente supposto, sottomassimale.
Allo scopo è stata misurata la frequenza in continuo prima, durante e dopo alcune gare di atletica leggera e di una partita di calcio, su un totale di 10 soggetti (9 oligofrenici; 1 sindrome di Down). Inoltre su altri 15 soggetti (10 oligofrenici; 5 sindrome di Down) in laboratorio è stata valutata la risposta cardiorespiratoria all’esercizio sottomassimale e massimale.
I risultati sul campo di gara evidenziano un impegno massimale con FC molto vicine, in alcuni casi superiori, alla FC massima teorica, denotando un notevole impegno anche emotivo dei soggetti. Nei test di laboratorio i valori massimali delle variabili fisiologiche esaminate sono inferiori rispetto a quelli ottenuti in prove analoghe in gruppi di controllo normodotati.
In conclusione anche nei disabili psichici l’impegno fisico durante le gare è di tipo massimale e pertanto sarebbe auspicabile un impegno maggiore da parte dei preparatori atletici al fine di migliorare la fitness cardiovascolare di questi soggetti, che intendono le gare in forma competitiva e non solo a scopo di partecipazione. Inoltre, è da riconsiderare, alla luce di questi dati, se non sia opportuno richiedere ai disabili mentali la visita di idoneità alla pratica sportiva di tipo agonistica.

lingua: Italiano


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina