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MEDICINA DELLO SPORT

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Medicina dello Sport 1998 Dicembre;51(4):383-91

lingua: Italiano

Indicazioni e ruolo del test da sforzo massimale nella concessione dell’idoneità sportiva agonistica

Poletti G., Soldati A., Speziale F., Cellini M., Brunelli D.

Centro di Medicina dello Sport, Azienda USL Bologna Sud, Casalecchio di Reno (Bologna)


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Gli Autori hanno considerato un’ampia casistica comprendente 1045 atleti che sono stati sottoposti nel quinquennio febbraio 1993-febbraio 1998 a test da sforzo massimale (TSM) allo scopo di verificare le indicazioni ed il ruolo che questa metodica riveste nella concessione dell’idoneità sportiva agonistica.
Al fine di valutare differenze legate all’età, gli atleti sono stati suddivisi in tre fasce (436 atleti di età uguale o inferiore ai 34 anni, 67 fra 35 e 39 anni, 542 atleti di età uguale o superiore ai 40 anni).
Per quanto concerne il ruolo diagnostico che il TSM riveste nell’ambito della concessione dell’idoneità agonistica la ricerca ha messo in evidenza che questo esame ha contribuito all’identificazione o alla conferma di alterazioni cardiache che hanno determinato un giudizio di non idoneità in 134 casi, pari al 12,8% degli atleti testati.
A proposito invece delle indicazioni del test da sforzo massimale queste sono risultate conformi a quelle previste dai protocolli del COCIS. Dalla casistica tuttavia emerge che la richiesta del TSM oltre che dalla patologia di base è influenzata anche dall’età dell’atleta: per gli atleti meno giovani c’è infatti l’esigenza di richiedere un TSM per l’importante rischio di CI silente documentato ai rilievi autoptici degli atleti di età medio avanzata, morti improvvisamente durante attività sportiva.
Il TSM si è rivelato infatti più sensibile dello step-test al riguardo della CI silente; infatti, in nessuno dei 45 atleti, pari al 4,3% dell’intero campione, di cui 41 ultraquarantenni, in cui il TSM ha sospettato la CI silente, lo step-test aveva mostrato segni diagnostici per questa patologia.
Anche in virtù del fatto che solo negli atleti di età superiore a 40 anni si è avuta una conferma diagnostica di CI silente, gli Autori propongono che il TSM nell’ambito della revisione del protocollo d’idoneità previsto dal DM 18/2/1982, venga reso obbligatorio negli atleti ultraquarantenni.
Viene tuttavia proposto che l’esame sia previsto con cadenza biennale allo scopo di ridurre al minimo l’impatto negativo che una tale metodica porterebbe nei servizi pubblici di Medicina dello Sport, sia in termini economici che organizzativi.

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