Home > Riviste > Medicina dello Sport > Fascicoli precedenti > Medicina dello Sport 1998 December;51(4) > Medicina dello Sport 1998 December;51(4):375-81

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


Official Journal of the Italian Sports Medicine Federation
Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,163


eTOC

 

AREA CLINICA  


Medicina dello Sport 1998 December;51(4):375-81

Copyright © 1998 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Epilessia e sport

Francavilla G. 1, Lubich T. 2

1 Istituto di Clinica Medica e Malattie Cardiovascolari, Cattedra di Medicina dello Sport, Palermo;
2 Istituto di Medicina dello Sport, Bologna


PDF  


Scopo del nostro lavoro è stato quello di sintetizzare le varie «espressioni» della malattia e quantizzarne la «prevalenza»; valutare gli orientamenti delle «Associazioni» dei medici circa la possibilità di fare praticare una specialità sportiva non competitiva agli epilettici; verificare se l’attività fisica, guidata, determina l’insorgere della crisi e/o modifica il numero delle stesse; accertare quali sono le specialità sportive praticabili, quelle a rischio e quelle da evitare.
Abbiamo pertanto passato in rassegna le ricerche portate avanti dalle scuole di epilettologia più qualificate.
L’attività fisica non danneggia i pazienti epilettici, riduce il numero delle crisi, riduce la terapia farmacologica: l’EEG dimostra la scomparsa delle onde anomale durante esercizio fisico ricomparsa durante il recupero.
Esistono fattori scatenanti le crisi in corso di attività fisica: il superallenamento, lo stress mentale, l’iperventilazione e l’alcalosi respiratoria conseguente, l’ipossia, l’iperidratazione, l’ipertermia, l’ipoglicemia e gli errori alimentari.
Le specialità sportive vietate sono: il paracadutismo, l’alpinismo, l’immersione, il volo a vela con deltaplano e con aerei, la boxe ed il motociclismo; quelli permessi con l’istruttore sono: il nuoto, la canoa, la navigazione, il surf, lo sci d’acqua, la ginnastica; l’equitazione, il pattinaggio e il ciclismo vanno valutati per ogni singolo paziente; la pratica dello sport automobilistico o motoristico richiede un’assenza di crisi da almeno due anni; il nuoto va praticato sotto controllo ed in acque tranquille con periodo di recupero rigorosamente fuori dall’acqua; sono sconsigliati gli sport da contatto particolarmente il full-contact.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail