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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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AREA BIOLOGICA  


Medicina dello Sport 1998 December;51(4):349-53

Copyright © 1998 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Integrazione orale di creatina e sport. Valutazione critica dei rischi e benefici

Rossi R. 1, Gambelunghe C. 2, Lepri E. 2, Micheletti A. 2, Sommavilla M. 2, Parisse I. 3, Rufini S. 1

1 Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport, Università degli Studi, Perugia; 2 Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università degli Studi, Perugia; 3 Specialista in Medicina dello Sport


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La scienza è oggi in grado di produrre tutti i nutrienti conosciuti: molti di questi composti sembrano in grado di migliorare la prestazione fisica se assunti in concentrazioni innaturalmente elevate.
La creatina è largamente impiegata nello sport come farmaco in grado di aumentare l’efficienza del muscolo a compiere esercizi massimali di breve durata, specie nei soggetti sedentari e quando assunta ad elevate concentrazioni (20 grammi al giorno per cinque giorni consecutivi).
I pochi dati disponibili sull’impiego della creatina negli atleti ben allenati e correttamente nutriti depongono per una mancanza di effetti ergogeni e non ne giustificano l’impiego specie in considerazione dei reali rischi connessi con il suo abuso. Nei sistemi biologici la creatina in eccesso va incontro a reazioni di condensazione con derivati degli zuccheri (reazione di Maillard) per dar origine ad ammine eterocicliche con attività cancerogena. Inoltre risulta un fattore di crescita per cellule tumorali come quelle dell’ascite di Ehrlich.
L’assunzione di creatina è contraria ai regolamenti antidoping: il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha dichiarato doping ogni sostanza fisiologica assunta in quantità anormale con la sola intenzione di aumentare in modo artificiale e scorretto la prestazione fisica.
Gli atleti devono essere consapevoli che l’abuso di creatina, anche se non perseguibile, è contrario all’etica sportiva e che il rischio di cancro connesso è troppo grande rispetto ai limitati vantaggi legati all’integrazione.

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