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Medicina dello Sport 1998 June;51(2):171-7

Copyright © 1998 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Studio del «cuore d’atleta» nei giovani calciatori. Effetto dell’attività sportiva e dell’accrescimento puberale

Bianchi G. 1, Nardi P. 1, Cecchetti F. 1, Parisi A. 1, Pelliccia A. 2

1 Istituto di Medicina dello Sport CONI - FMSI - Roma;
2 Istituto di Scienza dello Sport CONI - Roma


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Il presente studio è stato condotto per definire l’influenza sull’apparato cardiovascolare dell’esercizio fisico e dell’accrescimento corporeo, nei giovani in età evolutiva.
Cinquantadue giovani calciatori agonisti di età prepuberale (gruppo A) e puberale (gruppo B) sono stati sottoposti ad un protocollo che prevedeva: visita clinica generale con anamnesi e rilievo dei dati antropometrici, elettrocardiogramma di base (ECG), durante step-test e nel recupero, ecocardiogramma M e 2D (ECO).
Analogamente sono stati esaminati 22 soggetti non-atleti di età prepuberale (gruppo C) e puberale (gruppo D), costituenti i gruppi di controllo, nessuno dei quali praticava abitualmente e sistematicamente alcuna attività sportiva.
Per tutti sono stati calcolati all’ECG: la frequenza cardiaca (FC), l’indice di Sokolow-Lyon e l’eventuale presenza di anomalie considerate tipiche degli atleti, quali intervallo PR≥0,20, early repolarization, turbe minori della conduzione intraventricolare destra; all’ECO sono state misurate le dimensioni cardiache.
Nei giovani calciatori la FC era significativamente inferiore rispetto ai controlli sia di base (63,6±6,5 b/min nel gruppo A vs 66,7±7,0 b/min nel gruppo C, p<0,01; 61,3±6,1 b/min nel gruppo B vs 64,5±6,5 b/min nel gruppo D, p<0,01) che dopo step-test (al 1° min di recupero: 90,6 b/min nel gruppo A vs 93,4 b/min nel gruppo C, p<0,01; 85,3 b/min nel gruppo B vs 90,2 b/min nel gruppo D, p<0,01) e si riscontrava una maggiore incidenza di anomalie elettrocardiografiche tipiche degli atleti. L’indice di Sokolow-Lyon era significativamente superiore negli atleti rispetto ai controlli (42,14±8,5 nel gruppo A vs 38,5±6,5 nel gruppo C, p<0,01; 46,52±9,0 nel gruppo B vs 41,72±6,0 nel gruppo D, p<0,01). All’indagine ecocardiografica si osservava una tendenza nei soggetti allenati ad un aumento delle dimensioni cardiache. Tale aumento appariva maggiore per gli spessori parietali rispetto ai diametri delle cavità (Setto interventricolare: gruppo A 7,8±0,4; gruppo C 7,2±0,9, p<0,05; gruppo B 10,1±0,6; gruppo D 8,6±0,9, p<0,01. Diametro telediastolico: gruppo A 46,3±1,9; gruppo C 43,9±2,6, p<0,03; gruppo B 49,9±2,0; gruppo D 48,2±2,1, p<0,01).
In conclusione, questo studio dimostra che l’allenamento ha un effetto additivo a quello della crescita sulle modificazioni dell’apparato cardiovascolare, particolarmente per quanto riguarda lo sviluppo delle pareti ventricolari e gli indici elettrocardiografici di ipertrofia nella fase di accrescimento puberale.

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