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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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Medicina dello Sport 1998 Giugno;51(2):151-5

lingua: Italiano

Variazioni pressorie del circolo degli arti inferiori in sportivi ultrasessantenni, dopo test da sforzo

Bizzarini E. 1, Bratina F. 1, Crocetti G. 2, Ponte E. 3

1 Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport, Università degli Studi, Trieste;
2 Istituto Regionale di Medicina dello Sport, Trieste;
3 Cattedra di Angiologia, Università degli Studi, Trieste


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Un metodo diagnostico per la diagnosi di arteriopatia è quello di valutare le variazioni dei valori pressori sistolici alle caviglie, mediante flussimetria Doppler, successivamente ad uno sforzo. La diversa risposta nel soggetto sano e nell’arteriopatico è standardizzabile riferendosi al «One Minute Test». Nel nostro studio abbiamo esaminato 64 soggetti ultrasessantenni, 16 maschi e 48 femmine, tutti «sani» e tutti affiliati ad una Società Sportiva. Tutti i soggetti sono stati testati con l’«One Minute Test» e hanno dato risposte interpretabili come normali, con aumento della pressione arteriosa periferica in ambedue gli arti dopo lo sforzo. Abbiamo preso in considerazione la variazione pressoria nell’arto ove questa era risultata maggiore (∆PA), riscontrando un’ampia variabilità del ∆PA che non è risultato correlabile con nessuno dei fattori che la letteratura ci dice interferenti con la compliance della parete vascolare, in particolare con l’età, l’abitudine al fumo di sigaretta, la presenza o meno di ipertensione arteriosa e di ipercolesterolemia. L’unica differenza significativa riscontrata suddividendo il campione in sottogruppi sulla base dei diversi fattori di rischio vascolare, isolati o associati, sembrerebbe valorizzare l’ipertensione che, associata all’ipercolesterolemia, comporterebbe un aumento pressorio più elevato di quello riscontrabile quando l’ipercolesterolemia si associa all’abitudine al fumo di sigaretta. È possibile dunque che il riscontro di un aumento pressorio, peraltro molto variabile, che mediamente oscilla tra 25 e 30 mmHg, ma che nel singolo caso può superare ampiamente il limite superiore, possa trovare un motivo plausibile in un momentaneo ipertono vascolare mediato dal sistema nervoso periferico ed attivato dal test da sforzo.

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