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MEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


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AREA VALUTAZIONE FUNZIONALE  


Medicina dello Sport 1998 March;51(1):85-90

lingua: Italiano

Anatomia funzionale e valutazione isocinetica della muscolatura del tronco

Morini S. 1, Ciccarelli A. 2

1 LIU Campus Bio-Medico, Roma;
2 ISEF Statale, Roma


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A molte patologie che colpiscono il rachide, in modo particolare a livello lombare e lombo-sacrale, è associata un’alterazione biomeccanica dovuta a un non equilibrato rapporto tra la muscolatura estensoria e flessoria del rachide. Questo può provocare lesioni delle strutture osteoarticolari che possono manifestarsi in modo acuto, durante violente sollecitazioni muscolari, oppure per il ripetersi ciclicamente nel tempo di sovraccariche funzionali.
La metodica isocinetica ha assunto un importante ruolo sia nella valutazione funzionale dei diversi gruppi muscolari, sia nello svolgimento dei programmi riabilitativi che per il miglioramento delle prestazioni muscolari.
Scopo di questo lavoro è di effettuare una valutazione isocinetica dei muscoli flessori ed estensori del tronco in soggetti giovani e sportivi per ricavare dei valori di riferimento che possono essere utili sia nella valutazione funzionale degli atleti, sia per individuare soggetti che possono presentare alterazioni biomeccaniche precoci o che col tempo possono sviluppare delle patologie, sia come obiettivo di programmi di potenziamento muscolare o di riabilitazione.
Per questo lavoro sono stati testati 25 soggetti maschi e 25 soggetti femmine, tutti studenti ISEF di età compresa tra i 19 e i 25 anni. Il movimento eseguito è stato quello di flesso-estensione. La calibrazione antigravitazionaria è stata eseguita a 75° di flessione. Le velocità angolari utilizzate sono state 30, 60, 120, 180 deg/sec. I test sono stati eseguiti in posizione eretta e in posizione seduta.
I dati ottenuti ci mostrano come i muscoli estensori siano risultati più forti dei flessori ed i maschi più forti delle femmine anche rapportando la forza al peso del soggetto. I momenti di forza rapportati al peso dei soggetti sono superiori nella posizione eretta rispetto a quella seduta per l’intervento dei muscoli accessori. I test eseguiti in posizione seduta consentono di limitare l’intervento dei muscoli accessori e quindi di valutare meglio la sola muscolatura che agisce sul rachide, oltre a salvaguardare il tratto lombare. Infine riteniamo che la velocità angolare da utilizzare in riabilitazione o per il potenziamento muscolare, vada attentamente valutata per non aggravare l’esercizio con un’intensità e durata cui probabilmente non consegue un effetto proporzionato e per non sottoporre il soggetto ad un maggiore affaticamento e ad un carico elevato in un movimento difficilmente riproducibile nelle comuni attività.

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