Ricerca avanzata

Home > Riviste > Medicina dello Sport > Fascicoli precedenti > Medicina dello Sport 1998 Marzo;51(1) > Medicina dello Sport 1998 Marzo;51(1):63-76

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOMEDICINA DELLO SPORT

Rivista di Medicina dello Sport


Official Journal of the Italian Sports Medicine Federation
Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,163

 

Medicina dello Sport 1998 Marzo;51(1):63-76

 AREA CLINICA

Adeguamento cardiorespiratorio all’esercizio fisico nel paraplegico. Effetto dell’allenamento e del livello di lesione

Veicsteinas A. 1, Sarchi P. 2, Sprenger C. 2, Mauro F. 3, Belleri M. 1

1 ECUS, Centro Interuniversitario Europeo per le Scienze Sportive, Università di Brescia, Trento, Verona;
2 Centro di Medicina dello Sport, Fondazione Pro Juventute Don C. Gnocchi, IRCCS, Milano;
3 Istituto Superiore di Educazione Fisica della Lombardia, Milano

Nell’atleta paraplegico di origine traumatica la capacità di compiere esercizio fisico dipende primariamente dal livello della lesione, tuttavia un ruolo fondamentale e giocato anche dall’intensità dell’allenamento. Il presente studio si propone di esaminare il ruolo dell’allenamento, rispetto al ruolo del livello di lesione, nel determinare la prestazione massimale e l’adeguamento cardiorespiratorio all’esercizio fisico. Lo studio è stato condotto su paraplegici di origine traumatica a) maratoneti di élite con lesioni in T1-T4 (n=4; 23-28 anni; 49-65 kg) e in T7-L2 (n=4; 22-30 anni; 59-67 kg); b) su cestisti scarsamente allenati (T7-L2; n=16; 27±1 (ES) anni; 70±3,4 kg) e c) su sedentari normodotati (n=7; 26±1 anni; 78,6±3 kg). Tutti i soggetti sono stati sottoposti a prove incrementali a equilibrio metabolico fino ad esaurimento (valori di picco, p), utilizzando il complesso ergometro a rulli-carrozzina con determinazioni di V.O2, V.E, FC a [AL]. I maratoneti di élite hanno prestazioni massimali (–X±ES) straordinariamente elevate in relazione alla modesta massa muscolare attivata. V.O2p.kg-1, V.Ep.kg-1, FCp e [AL]p sono risultati di 31±4 ml.min-1; 1184±102 ml.min-1; 177±11 b.min-1 e 7±2 mmol.l-1 nei maratoneti con lesioni T1-T4 e, rispettivamente, di 43±2 ml.min-1; 1735±161 ml.min-1; 184±3 b.min-1 e 13±1 mmol.l-1 nei maratoneti T7-L2. I corrispondenti valori dei paraplegici T7-L2 scarsamente allenati, sono, con l’eccezione di una simile FCp, più del 50% inferiori.
Dall’analisi globale dei risultati, tenuto conto anche dei dati della letteratura, si conclude che, a parità di condizione di allenamento, il livello di lesione da L2 a T6 non provoca riduzioni significative della massima capacità prestativa del paraplegico. Al contrario, da T6 a C6 tale riduzione è progressivamente sempre più marcata, raggiungendo a C6 valori del 50%, inferiori, principalmente a causa della ridotta attivazione del controllo ortosimpatico su cuore e vasi. A parità di livello di lesione, da L2 fino a C6, l’allenamento effettuato in modo particolarmente intenso e continuativo può addirittura raddoppiare la prestazione massimale. Il ruolo fondamentale dell’esercizio fisico per il benessere del paraplegico con lesione midollare a qualunque livello è ulteriormente confermato.

lingua: Italiano


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina