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Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2013 Ottobre;172(10):765-72

 ARTICOLI ORIGINALI

Creazione di un’analisi metodologica per testare l’attività antiossidante in campioni di siero e saliva utilizzando il radicale DPPH

Doria E. 1, Buonocore D. 1, Angelini F. 2, Bonuccelli A. 2, Stefanini L. 2, Stesina G. 2, Marzatico F. 1

1 Department of Biology and Biotechnology University of Pavia, Pavia, Italy;
2 Juventus FC medical staff

In seguito ad una intensa attività fisica, specialmente quando questa è accompagnata da condizioni di stress elevate, il consumo di ossigeno nelle fibre muscolari coinvolte può aumentare fino a 200 volte. In uno sport di squadra come il calcio, sembra che la causa principale di stress ossidativo siano il ciclo xantina/xantina ossidasi, danni muscolari legati a stati infiammatori, perdita di elettroni nella catena di trasporto mitocondriale. Nei mitocondri, infatti, parte delle molecole di ossigeno possono andare incontro a reazioni di riduzione portando alla formazione dei ROS che possono interferire negativamente con le normali funzioni cellulari. Il corpo umano d’altra parte possiede un complesso sistema di difesa antiossidante che agisce promuovendo l’inattivazione dei ROS. Questi sistemi possono non essere sufficienti a contrastare lo stato ossidativo che si verifica durante una performance sportiva intensa o durante l’arco di una intera stagione sportiva come quella di giocatori di calcio professionistico. In questo lavoro abbiamo esplorato la possibilità di monitorare la capacità antiossidante su un campione costituito da giocatori di una squadra professionistica italiana di Serie A nella stagione 2010/2011, utilizzando un metodo di analisi non invasivo. Sviluppando e modificando il metodo messo a punto da Atzumi in un lavoro pubblicato nel 1999, nel quale è stato usato il radicale DPPH (1,1’-diphenyl-2-picrylhydrazyl) per testare l’attività antiossidante in campioni di siero e saliva, abbiamo dunque esaminato due diversi metodiche di trattamento di campioni di siero; abbiamo inoltre comparato i risultati con quelli ottenuti applicando la medesima tecnica su campioni di saliva, essendo questa considerata specchio diagnostico del sangue e dunque una valida matrice alternativa non invasiva. I risultati ottenuti hanno mostrato come il trend di attività antiossidante sia nel siero che nel sangue siano comparabili in una popolazione di atleti presi in esame nell’arco di una stagione sportiva, dimostrando dunque l’efficacia qualitativa del metodo.

lingua: Inglese


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