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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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CASI CLINICI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2013 Maggio;172(5):405-9

lingua: Italiano

Diagnosi e outcome di mola parziale idatiforme con feto vivo in utero: caso clinico

Cunzolo T. 1, Rabino V. 1, Bocci F. 1, Ragno P. 1, Lettieri C. 1, Feyles E. 2, Barbero M. 1

1 SOC Ostetricia e Ginecologia Ospedale Cardinal Massaia ASL AT, Asti, Italia;
2 SOC di Anatomia, Istologia Patologica e Citodiagnostica ASL AT, Asti, Italia


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La mola idatiforme parziale è una patologia gestazionale del trofoblasto che può comportare gravi complicanze e che occasionalmente progredisce fino al secondo trimestre. Gli screening e la monitoraggio durante i primi mesi di gravidanza hanno favorito una migliore identificazione di questa patologia. L’ecografia viene ritenuto l’esame di scelta per diagnosticare una patologia gestazionale del trofoblasto, associata a rilevamenti seriati delle b HCG nel sangue. Presentiamo il caso di una donna di 32 anni con in anamnesi due pregressi aborti spontanei. A seguito di un sanguinamento uterino persistente alla 19esima settimana la paziente esegue un’ecografia che rileva la presenza di una mola idatiforma parziale e presenza di feto vivo con normali parametri di crescita in utero. La coppia, informata dei rischi, ha scelto comunque si portare avanti la gravidanza, decisione che è stata accolta dopo aver consultato la letteratura sull’argomento. Alla 34esima settimana, a seguito di iniziali contrazioni, si è eseguito taglio cesareo con neonato di sesso femminile vivo e vitale (Apgar 9-10). Al follow-up a sei mesi dal parto non sono stati osservati segni di malattia trofoblastica persistente.
La presenza di una mola idatiforme parziale con un feto vivo è un’eventualità molto rara. Nel caso in cui il feto presenti un cariotipo normale, è percorribile la decisione di continuare la gravidanza dopo aver evidenziato i rischi e le possibile complicanze che questa scelta comporta. In conclusione si può affermare che i criteri per la gestione di una patologia del trofoblasto associata alla presenza di un feto vitale non sono ancora del tutto chiariti ma esistono sufficienti indicazioni in letteratura per condividere la scelta di proseguire la gravidanza ovviamente con un attento monitoraggio materno-fetale e uno stretto follow-up nel periodo del post-partum.

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