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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2013 May;172(5):335-42

lingua: Italiano

L’isteroscopia nella diagnosi della neoplasia endometriale: fattore di rischio per la diffusione di cellule neoplastiche?

Gallia L. 1, Cunzolo T. 1, Cannì M. 1, Bocci F. 1, Bertini U. 1, Bocci C. 1, Rabino V. 1, Feyles E. 2, Barbero M. 1

1 S.O.C. Ostetricia e Ginecologia ASL AT Asti, Italia;
2 S.O.C. di Anatomia Istologia Patologia e Citodiagnostica ASL AT, Asti, Italia


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Obiettivo. L’isteroscopia è ritenuta l’esame gold standard nella valutazione della cavità endometriale anche durante un sanguinamento uterino. L’associare l’utilizzo dell’isteroscopia diagnostica con la biopsia endometriale ha sostituito nella maggior parte dei casi l’utilizzo dell’ RDT (raschiamento della cavità uterina). Lo scopo del nostro studio è quello di chiarire se l’isteroscopia aumenti il rischio di diffusione di cellule neoplastiche a livello peritoneale nella pazienti affette da un carcinoma dell’endometrio e di considerare la prognosi a seguito dell’intervento chirurgico.
Metodi. È stato da noi condotto uno studio retrospettivo. Le 140 pazienti comprese nello studio erano affette da carcinoma dell’endometrio, diagnosticato in 66 casi con isteroscopia diagnostica, in 28 casi con RDT e in 46 casi con isteroscopia operativa. La presenza di una citologia sospetta o positiva per cellule neoplastiche a livello peritoneale è stato l’endpoint della nostra analisi.
Risultati. Si sono osservati 122 casi (87%) di adenocarcinoma endometroide, e 18 casi (13%) di altri tipi istologici tra cui il tumore a cellule chiare, quello sieroso e quello a piccole cellule o indifferenziato.È stato possibile valutare la citologia peritoneale in 134 casi e tra questi solo 6 (4.5%) hanno dato risultato positivo. Tra questi 6 casi positivi, si sono riscontrate 5 pazienti al III stadio e una al I. Non è stata riscontrata una differenza significativa nel tasso di sopravvivenza e di recidiva considerando i diversi metodi diagnostici utilizzati. L’isteroscopia diagnostica non influisce sull’incidenza della diffusione microscopica intraperitoneale di cellule neoplastiche, nè sulla prognosi delle pazienti affette da carcinoma dell’endometrio.
Conclusioni. L’isteroscopia rappresenta l’indagine di prima scelta per una chiara e precisa definizione diagnostica. Non vi sono dati evidenti che tale tecnica comporti un rischio reale di diffusione della malattia in cavità peritoneale e, quantunque eccezionalmente la provocasse, questa situazione non aggrava la prognosi della paziente.

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