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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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CASI CLINICI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2013 April;172(4):321-7

Copyright © 2013 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Iperalgesia da morfina

Ghio P. 1, Fassinotti S. 1, Dell’ Orco L. 2

1 Ospedale Cottolengo, Torino, Italia; 2 Chirurgia Multidisciplinare, Ospedale G. Bosco, Torino, Italia


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Negli ultimi decenni, dall’uso ampio e consolidato di morfina in diverse formulazioni, è emerso che sono gli oppiacei farmaci efficaci, potenti e sicuri, se prescritti correttamente, con effetti collaterali accettabili e senz’altro curabili e l’esperienza nel trattamento del dolore cronico, in particolare del cancro, l’ha confermato. C’è ancora, purtroppo, da parte di alcuni medici e farmacisti, oppiofobia, un risultato ingiustificato che, però, è sempre meno privo di evidenza clinica. Ci siamo concentrati su uno degli effetti collaterali più rari della morfina: l’uso continuativo, particolarmente per via parenterale, può in alcuni casi, sviluppare nel tempo neurotossicità polisintomatica con effetto paradosso anche nella percezione del dolore; secondo la nostra esperienza nello 0,5-0,8% dei casi. Il trattamento sulla desensibilizzazione del recettore NMDA presuppone la somministrazione e.v. di ketamina. Il dosaggio endovenoso di questo farmaco, come “starter” della narcosi è di 2 mg/kg/die, in somministrazione continua. Mantiene la stabilità emodinamica. A questo dosaggio si possono manifestare fenomeni allucinatori e dissociativi. Deve quindi essere sempre associata a sedativi, preferenzialmente benzodiazepine. In campo algologico è stata da noi proposta al dosaggio di 1 mg/kg/die, continuativamente in associazione a midazolam, sempre che il paziente non assumesse già benzodiazepina per altro motivo. Con un dosaggio ben preciso e determinate precauzioni non abbiamo mai osservato confusione o fenomeni dissociativi; né i pazienti si sono lamentati per allucinazioni o fantasie ipnotiche; al contrario vi è un recupero della lucidità e della capacità di comunicare, indotte dall’analgesia.

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