Home > Riviste > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche > Fascicoli precedenti > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2013 Marzo;172(3) > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2013 Marzo;172(3):235-9

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

CASI CLINICI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2013 Marzo;172(3):235-9

lingua: Inglese

Quando un controllo ottimale dell’emostasi è fondamentale: presentazione del caso di un paziente affetto da deficit congenito del fattore VIII e tromboembolismo venoso

Pasca S.

Center for Hemorrhagic and Thrombotic Diseases, General University Hospital of Udine, Udine, Italy


PDF  


Ipo o ipercoagulabilità? Rischio trombotico o rischio emorragico? Normalmente, la vera difficoltà è quella di bilanciare questi due delicati aspetti dell’emostasi Le linee guida nazionali e internazionali definiscono chiaramente quali sono i trattamenti da utilizzarsi per la gestione corretta ed immediata dell’emofilia acquisita, del tromboembolismo venoso o del reverse della terapia anticoagulante, ma quando queste opposte situazioni si verificano contemporaneamente, la loro gestione si complica notevolmente. Il nostro paziente, un uomo di 63 anni, era stato ricoverato in ospedale per sospetta trombosi venosa profonda, in seguito non confermata mediante diagnostica strumentale, durante la terapia antitrombotica per la presunta TVP, il paziente aveva successivamente sviluppato una emofilia A acquisita, esordita con un grave ematoma bilaterale al muscolo ileo psoas, per cui si era resa necessaria la sospensione immediata degli anticoagulanti e il conseguente trattamento con vitamina K ed emazie concentrate per il ripristino rapido dell’emostasi e infusione di pdFVIII. per riportare il FVIII ad una adeguata concentrazione ematica. In questo paziente, a causa di diverse patologie concomitanti e di una prevista immobilizzazione prolungata, l’uso di agenti by-passanti era controindicato per l’elevato rischio di sviluppare tromboembolismo venoso. Nonostante questa particolare attenzione prestata, una TAC di controllo per sospetta infezione alle vie respiratorie aveva evidenziato la presenza di embolia polmonare, che necessitava di una immediata ripresa della terapia antitrombotica. In questo istante, il nostro paziente presentava simultaneamente grave rischio emorragico dato dell’emofilia acquisita, in trattamento con pdFVIII e trombotico, causato dalla presenza di embolia polmonare, in trattamento con eparina a basso peso molecolare. Una corretta e bilanciata terapia anticoagulante/fattore di coagulazione ha quindi successivamente permesso un rapido miglioramento dello stato di salute del paziente. Il nostro caso clinico vuole rimarcare l’importanza di una attenta analisi iniziale del paziente, seguita da una adeguata diagnostica strumentale e di laboratorio, che permettono di avere immediatamente tutte le informazioni necessarie. La diagnosi errata di TVP o la ritardata diagnosi di deficit di FVIII, come è avvenuto al paziente prima del ricovero presso la nostra struttura può infatti facilmente portare, all’utilizzo di un trattamento iniziale inadeguato e ad un ritardo della corretta terapia. L’equilibrio tra rischio trombotico ed emorragico è generalmente difficile da ottenere, la tempestività della corretta diagnosi è quindi fondamentale per il controllo di questa delicata situazione clinica.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail