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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2013 Marzo;172(3):137-43

 ARTICOLI ORIGINALI

Ampio complesso QRS e riperfusione a livello del tessuto miocardico nell’infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST, complicato da shock cardiogeno

Suzuki M. 1, Fujita S. 2, Seike F. 2, Enomoto D. 1, Honda K. 1

1 Section of Cardiology, Department of Community Emergency Medicine, Ehime University Graduate School of Medicine, Ehime, Japan;
2 Department of Cardiology, Ehime Prefectural Central Hospital, Ehime, Japan

Obiettivo. Abbiamo affrontato la problematica cruciale, in merito alla possibilità che un elettrocardiogramma iniziale a 12 derivazioni (ECG) predica una grave compromissione della riperfusione a livello del tessuto miocardico, con eventuale esito clinico negativo, nei pazienti affetti da infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), complicato da shock cardiogeno, sottoposti a intervento coronarico percutaneo (PCI).
Metodi. Le variabili ECG al momento del ricovero sono state confrontate in base alla presenza o assenza di grave compromissione della riperfusione a livello del tessuto miocardico, definita dalla presenza sia di trombolisi in perfusione miocardica da infarto miocardico di grado 0/1, sia da risoluzione inferiore al 30% del totale sopraslivellamento del tratto ST dopo PCI, in un totale di 38 pazienti consecutivi con STEMI anteriore, complicato da shock cardiogeno.
Risultati. La mortalità in ospedale era marcatamente diversa tra i 22 pazienti con grave compromissione della riperfusione a livello del tessuto miocardico e i 16 pazienti senza tale problematica (77 contro 25%, P=0,001). La durata del QRS (158±45 contro 115±41 msec, P=0,005) e il sopraslivellamento del tratto ST nella derivazione aVR (0,12±0,10 contro 0,05±0,11 mV, P=0,032) erano maggiori nei pazienti con grave compromissione della riperfusione a livello del tessuto miocardico. La percentuale di risoluzione del totale sopraslivellamento del tratto ST era inversamente correlata alla durata del QRS (r=-0,421, P=0,008) e al sopraslivellamento del tratto ST nella derivazione aVR (r=-0,557, P=0,002). L’analisi multivariata ha identificato nell’ampia durata del QRS un potente predittore di grave compromissione della riperfusione a livello del tessuto miocardico (odds ratio, 6,691, intervallo di confidenza 95%, 1,247-35,908).
Conclusioni. L’ampia durata del QRS nell’ECG iniziale può avvertire della successiva grave compromissione della riperfusione a livello del tessuto miocardico, con conseguente esito fatale in ospedale dei pazienti affetti da STEMI anteriore, complicato da shock cardiogeno.

lingua: Inglese


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