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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2012 Dicembre;171(6):693-701

lingua: Inglese

Effetto dell’esercizio acuto e cronico sulle metallotioneine nei ratti

Dabidi Roshan V. 1, Jolazadeh T. 1, Hosseinzadeh M. 2, Myers J. 3

1 College of Physical Education and Sport Sciences, Department of Sport Physiology, University of Mazandaran, Babolsar, Iran;
2 Center for Sensory-Motor Interaction (SMI), Aalborg University, Aalborg, Denmark;
3 Cardiology Division, VA Palo Alto Health Care System, Stanford University, Palo Alto, CA, USA


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Obiettivo. L’esercizio fa aumentare i radicali liberi dell’ossigeno che stanno alla base dello stress ossidativo. Le metallotioneine (metallothioneins, MTs) aumentano nello stress ossidativo attenuando gli effetti dannosi dei radicali liberi.
Metodi. Abbiamo misurato i livelli di MT e dei marker ossidativi nel tessuto cardiaco in ratti sottoposti ad allenamento aerobico acuto (2 giorni) o cronico (8 settimane). Trentadue ratti maschi sono stati suddivisi in quattro gruppi: sedentari, non allenati in acuto, allenati in acuto e allenati regolarmente per 8 settimane. Il programma di allenamento delle 8 settimane è stato eseguito 5 volte e settimana.
Risultati. Il gruppo in acuto è stato sottoposto a corsa su tapis roulant fino allo sfinimento. Sono stati analizzati tramite metodo standard i livelli di: MT, TBARS, zinco (Zn), CPK-MB oltre che l’attività dell’enzima glutatione perossidasi (GPx). I livelli di MT dopo 8 settimane di allenamento sono rimasti inalterati come nel gruppo dei ratti sedentari. I livelli di MT, GPx e TBARS sono aumentati in maniera significativa dopo l’esercizio in acuto, mentre l’allenamento delle 8 settimane non ha alterato alcun indice di stress ossidativo. Nei ratti non trattati, l’esercizio in acuto ha provocato un incremento dei livelli di CPK-MB, mentre nei ratti sottoposti ad 8 settimane di allenamento ci sono stati piccoli cambiamenti di CPK-MB, come nei ratti non trattati.
Conclusioni. I risultati attuali suggeriscono che l’incremento dei livelli di MT nel tessuto cardiaco in risposta all’esercizio fisico condotto fino allo sfinimento può rappresentare un meccanismo protettivo contro lo stress ossidativo ed i conseguenti danni alle cellule cardiache, le quali sono suscettibili a danni ischemici. Inoltre, l’incremento dei livelli di MT cardiache può contribuire anche alla limitazione dello stress ossidativo intrinseco al tessuto cardiaco.

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