Home > Riviste > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche > Fascicoli precedenti > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2012 June;171(3) > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2012 June;171(3):357-9

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

CASI CLINICI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2012 June;171(3):357-9

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Utilizzo del plug iliaco Zenith per occludere un impianto artificiale durante un approccio endovascolare per aneurisma dell’aorta addominale

Yamamoto K. 1, Aramoto H. 1, Asano R. 2, Yoshida T. 2, Yamada M. 3, Takanashi S. 3

1 Department of Vascular Surgery, Sakakibara Heart Institute, Japan Research Promotion Society for Cardiovascular Diseases, Fuchu, Tokyo, Japan; 2 Department of Cardiology, Sakakibara Heart Institute, Japan Research Promotion Society for Cardiovascular Diseases, Fuchu, Tokyo, Japan; 3 Department of Cardiovascular Surgery, Sakakibara Heart Institute, Japan Research Promotion Society for Cardiovascular Diseases, Fuchu, Tokyo, Japan


PDF  


Riportiamo il caso di un uomo anziano di 60 anni con aneurisma aortico addominale sottoposto, venti anni prima, anche ad un bypass aorto-iliaco da sinistra a destra. Abbiamo deciso di intraprendere un approccio endovascolare perché l’addome del paziente era già stato operato due volte ed aveva subito un intervento chirurgico di bypass coronarico solo pochi mesi prima del ricovero. È stato inserito il corpo principale dell’impianto endovascolare Zenith AAA (Cook Medical Inc., Bloomington, IN, USA), seguito da un convertitore aortico Zenith per bloccare il flusso ematico anterogrado nel braccio contro laterale. Il tappo iliaco Zenith è stato poi inserito da sinistra e posizionato nell’impianto bypass. Abbiamo infine eseguito un bypass incrociato tra le arterie bilaterali iliache esterne. In generale, quando si forma una lesione interna dopo riparo endovascolare, viene di solito lasciata un arteria con un flusso di ritorno da occludere all’occorrenza. In questo caso un bypass di 10 mm è stato probabilmente la fonte della formazione di una lesione di tipo 2. È stato valutato un alto rischio di non occlusione, in quanto questo impianto era molto più esteso di arterie come quella lombare ed inferiore mesenterica. Allo scopo di occludere il flusso, il tappo iliaco Zenith, che viene di solito posto nella arteria iliaca nativa, è stato posizionato in un bypass artificiale. Questa operazione è stata eseguita con successo senza lesioni endovascolari di nessun tipo.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail