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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2011 October;170(5):293-300

lingua: Inglese

Follow-up dei pazienti con linfoma di Hodgkin

Miltényi Z. 1, Székely G. 2, Végh J. 1, Váróczy L. 1, Simon Z. 1, Gergely L. 1, Illés Á. 1

1 3rd Department of Internal Medicine, Institute for Internal Medicine, Medical and Health Science Center, University of Debrecen, Debrecen, Hungary
2 State Health Centre Budapest, Budapest, Hungary


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Obiettivo. La conoscenza sulle complicazioni in seguito al trattamento dei pazienti affetti da linfoma di Hodgkin (Hodgkin’s lymphoma, HL) così come l’identificazione precoce ed il trattamento delle complicazioni stesse hanno acquisito sempre più importanza da quando una larga maggioranza dei pazienti sopravvive a lungo o guarisce.
Metodi. Sono state esaminate le complicazioni tardive di 123 pazienti guariti da HL trattati tra il 1974 e il 1998.
Risultati. L’età media alla diagnosi è risultata pari a 31.9 anni, mentre la sopravvivenza media dopo la diagnosi è risultata pari a 18.8 anni. 101 dei pazienti sono ancora vivi, mentre non abbiamo dati su nove pazienti. E’ possibile identificare cambiamenti sulla funzionalità tiroidea, soprattutto l’ipotiroidismo, approssimativamente su un terzo dei soggetti. La seconda complicazione più comune è il danni a livello cardiovascolare (26.89%). É stato riscontrato danno polmonare e pleurico nel 13% dei pazienti. Sono stati osservati meno frequentemente neoplasie secondarie (12.2%), danni al sistema muscolo-scheletrico (6.5%) e al sistema genito-urinario (5.7%). 146 pazienti sono deceduti, dei quali il 50% per linfoma. Dopo il quindicesimo anno dalla diagnosi, non è stata osservata morte causata da linfoma.
Conclusioni. Grazie a un trattamento conforme a principi terapeutici più recenti, il numero dei pazienti sopravvissuti è aumentato. Raramente nei reparti di cure ematologiche si presentano pazienti anni o decenni dopo il trattamento. È importante sia per i medici che si occupano delle prime cure che per gli specialisti dei vari campi delle medicina avere familiarità con tali complicazioni e capire l’importanza dei vari test di screening fin dall’identificazione precoce della malattia. In tal modo la gestione delle complicazioni può contribuire al miglioramento della qualità della vita dei pazienti e alla riduzione della mortalità associata alle complicazioni tardive.

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