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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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CASI CLINICI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2009 December;168(6):395-97

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lingua: Italiano

Trattamento della spondilite anchilosante con farmaci biologici e valutazione della qualità di vita: descrizione di un caso clinico

Longato L.

Ambulatorio ASL 12, Biella, Italia


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Il paziente C.R., di anni 46, è affetto da SA dall’età di 20 anni. In anamnesi non vengono segnalati elementi di rilievo né per familiarità, né per patologie associate. Il paziente inizia a lamentare i primi sintomi circa 2 anni prima della diagnosi. Il medico di medicina generale tratta il paziente con FANS, con giovamento relativo. La diagnosi di SA è effettuata da un reumatologo. Si segnala il riscontro di presenza dell’HLA-B27. Su consiglio del reumatologo a cui si è rivolto, il paziente inizia la terapia con FANS e cicli di steroidi. Il paziente decide di sua iniziativa di sospendere le visite di controllo per diversi anni. Quando il paziente fu visitato per la prima volta nel mio ambulatorio di reumatologia, dietro richiesta del suo medico curante, fu evidenziata una rigidità diffusa, marcata limitazione funzionale associata ad elevata dolorabilità. Non vi erano segni clinici di interessamento periferico né extra-articolare. Vengono richieste radiografie alla colonna e al bacino, che evidenziano una quasi totale anchilosi della colonna e delle articolazioni sacroiliache. Oltre alla terapia sintomatica viene aggiunta al paziente della salazopirina alla dose di 3 mg/die con un’iniziale risposta clinica. Per la persistenza della sintomatologia dolorosa e dello stato infiammatorio, dopo 6 mesi si decide di iniziare la terapia con etanercept s.c. 25 mg x 2 alla settimana, in aggiunta alla salazopirina 3mg/die. Al controllo dopo circa un mese, il paziente risultava decisamente migliorato, con riduzione della rigidità e dolorabilità. Dopo un anno il paziente continua ad assumere etanercept con mantenimento dell’efficacia, senza la necessità di assumere FANS e steroidi, in assenza di effetti collaterali. Questa terapia biologica ha cambiato il destino naturale della malattia, risultando di grande giovamento per la qualità di vita del paziente.

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