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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2008 Ottobre;167(5):221-9

lingua: Inglese

L’effetto dell’allenamento continuo sulla proteina C-reattiva di ratti wistar14848

Gaeini A. 1, Rahnama N. 2, Dabidi Roshan V. 3

1 Faculty of Physical Education University of Tehran, Tehran, Iran
2 Department of Physical Education and Sport Science University of Isfahan, Isfahan, Iran
3 Faculty of Physical Education, Mazandaran University, Mazandaran, Iran


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Obiettivo. Questo studio è stato concepito per studiare l’effetto dell’allenamento continuo sulla proteina C-reattiva (C- reactive protein: CRP), il marcatore infiammatorio più sensibile per la predizione della patologia cardiovascolare.
Metodi. Questo studio è stato eseguito su ratti wistar14848 obesi e di sesso femminile (peso: 325,6±4,93 g, età: 21 mesi). Per studiare le differenze della CRP tra i giovani ratti obesi (peso: 226,75±5,12 g, età: 4 mesi) e quelli magri (peso: 168,13±5,6 g, età: 4 mesi) ed anche tra i ratti obesi (peso: 325,6±4,93 g, età 21 mesi) e quelli magri (peso: 246,87±4,79, età: 21 mesi) è stato eseguito uno studio pilota (ogni gruppo era composto da 8 ratti). Quindi, 32 ratti sono stati suddivisi in modo random tra il gruppo di controllo e i gruppi sperimentali e nell’ambito di ciascun gruppo i sottogruppi correlati sono stati scelti in modo casuale. Un programma sperimentale di allenamento è stato applicato per 5 giorni alla settimana, con una velocità stabilità del tapis-roulant, per una durata complessiva di 12 settimane. Nel pre-allenamento, alla metà dell’allenamento e nel dopo-allenamento sono stati prelevati campioni di sangue. La CRP ad alta sensibilità è stata misurata con un metodo immunoturbidimetrico.
Risultati. Il test ANOVA per misure ripetute ha evidenziato che nelle prime 6 settimane la riduzione dei livelli di CRP non è stata significativa (P=0,08) ma che essa lo è diventata (P<0,0001) dopo 12 settimane.
Conclusioni. Gli Autori concludono che la diminuzione di questo marcatore infiammatorio dopo un periodo di allenamento continuo ha attenuato il processo dell’aterogenesi.

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