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Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2007 Giugno;166(3):105-8

 REVIEW

Osteosintesi delle fratture prossimali. Tecniche percutanee: viti, fili, fissatori

Mariotti U. 1, Motta P. 1, Vassoney P. 1, Grillo P. 1, Caranzano F. 2

1 U.O.S. Chirurgia della Spalla, Ospedale C.T.O. Torino;
2 I Clinica Ortopedica, Università di Torino, Torino

In questo lavoro vengono analizzati indicazioni e limiti delle tecniche di osteosintesi percutanea tuttora in uso nelle fratture dell’estremo prossimale dell’omero: fili di K, fili di K solidarizzati alla diafisi, osteosintesi elastica retrograda sec. Kapandij, fili di K solidarizzati tra loro, viti cannulate e fissatori esterni. L’evoluzione delle tecniche e dei mezzi di osteosintesi e la disponibilità di protesi di spalla da trauma ed inverse, hanno profondamente modificato le indicazioni terapeutiche delle fratture dell’estremo prossimale dell’omero. Non è oggi accettabile, secondo la nostra esperienza, una sintesi che non garantisca una stabilità sufficiente a permettere una precoce mobilizzazione anche in presenza di tessuto osseo di cattiva qualità. Rimangono tuttavia valide indicazioni all’osteosintesi percutanea , le viti cannulate nelle fratture tipo 2, 3, 4, ed il fissatore esterno in quelle di tipo 1 secondo Hertel.

lingua: Italiano


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