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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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CASI CLINICI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2006 Dicembre;165(6):265-7

lingua: Inglese

Miofibroblastoma gigante della mammella: descrizione di un caso clinico

De Andrade F. F. 1, De M. Andrade F. H. F. 2, Martins De Aquino L. C. 3, Freire De Carvalho M. G. 4, Gonçalves A. K. S. 4, Da Conceição Cornetta M. 4, De Araujo A. C. T. B. 4

1 Cel Pedro Germano Hospital, Natal, Brazil;
2 Health Science University of Alagoas, Maceio, Brazil;
3 Medicine School of Juazeiro do Norte, Juazeiro do Norte, Brazil;
4 Federal University of Rio Grande do Norte, Natal, Brazil


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Il miofibroblastoma della mammella è una rara neoplasia benigna, descritta più frequentemente nei soggetti di sesso maschile, associata alla ginecomastia. La sua patogenesi resta sconosciuta. Istologicamente questi tumori mostrano una cellularità varia, spesso confusa con i sarcomi, senza peraltro presentare pleiomorfismo, necrosi tumorale atipica e mitosi. Questi tumori devono essere differenziati dai processi infiammatori e da altre neoplasie benigne quali: la fascite, la fibromatosi, i lipomi, i neurofibromi e i leiomiomi. Descrizione del caso clinico: Questo lavoro descrive un caso di miofibroblastoma gigante della mammella in un soggetto di sesso femminile. Il tumore aveva avuto un rapido accrescimento, che ha reso necessaria una biopsia incisionale. La diagnosi è stata di miofibroblastoma. Alla luce di questo risultato, è stata eseguita l’asportazione completa della massa tumorale che, al momento dell’intervento chirurgico, misurava 12,0×8,0×6,0 cm, con peso di 400 grammi. L’esame istologico ha consentito la diagnosi di miofibroblastoma della mammella con presenza di aree ipercellulari e di tre mitosi a 10 HPF. Questi reperti indicano la possibile comparsa di recidiva. L’esame immunoistochimico era positivo per la calponina e negativo per gli altri marcatori tumorali (actina, CD34, desmina, proteina S-100, citoqueratina 40, 48, 50 e 50,6 kDa) e per il recettore per estrogeni/progesterone. A distanza di 26 mesi dal trattamento la paziente non ha avuto recidive. Vogliamo sottolineare come questa diagnosi sia difficile da fare, vista la rarità di questa variante e tenendo conto della presentazione clinica. L’asportazione locale è risolutiva e al momento non sono stati descritti casi di recidiva o di metastatizzazione a distanza. Ribadiamo l’importanza di una diagnosi accurata per evitare un intervento chirurgico esteso e radicale.

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