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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2005 October;164(5):391-94

lingua: Inglese

La radioterapia dopo la chemioterapia nel non-small cell lung cancer localmente avanzato: un’opzione efficace?

Odantini R. 1, Bellia S. 1, Marchione A. 1, Malara S. 1, Calipari N. 1, Al Sayyad S. 1, Sceni G. 2, Ruggeri R. 2, Naccarato S. 2, Capua A. 1

1 Department of Radiotherapy, University of Reggio Calabria, Reggio Calabria, Italy;
2 Department of Medical Physics, University of Reggio Calabria, Reggio Calabria, Italy


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Scopo. Valutare l’efficacia della radioterapia dopo la chemioterapia nel NSCLC localmente avanzato.
Metodi. Dal gennaio 1998 al giugno 2001 sono stati arruolati 135 pazienti affetti da NSCLC con residuo di malattia dopo trattamento chemioterapico. La popolazione prechemioterapia era composta da 69 IIIB, 60 IIIA (N2) e da 6 pazienti con recidiva dopo intervento chirurgico. Il numero medio di cicli di chemioterapia è stato 6 ed i conseguenti risultati sono stati 3 risposte complete (CR), 48 risposte parziali > 50% (PR1), 51 risposte parziali <50% (PR2), 27 nessuna variazione di malattia (NC) e 9 progressioni locali di malattia (PD). La dose media di prescrizione della successiva radioterapia è stata di 60,5 Gy (range 45-70 Gy), con 115/135 casi ad una dose di prescrizione >60 Gy. In 103/135 pazienti la pianificazione è stata eseguita con l’ausilio della CT, il nostro PTV (Planning Target Volume)=GTV (Gross Tumor Volume)+1 cm nelle 3 dimensioni dello spazio, i linfonodi regionali sono stati inclusi solo se radiograficamente positivi. I risultati sono stati valutati ad 1 mese dalla fine del trattamento radiante tramite CT.
Risultati. Sono stati osservati 0 CR, 27 PR1, 48 PR2, 41 NC e 19 PD (progressioni locali o comparsa di metastasi a distanza). Nei restanti 116 pazienti a 6 mesi dalla fine della radioterapia sono stati riscontrati 29 casi di stabilizzazione di malattia SD, 37 PD (locali), 31 PD (metastasi a distanza) e 19 PD (locali+metastasi a distanza).
Conclusioni. L’impiego della chemioterapia con intento neoadiuvante nel NSCLC localmente avanzato sembra indurre una riduzione nella possibile risposta della malattia al successivo trattamento radioterapico: 27/135 CR+PR1 (20%) dove 0/135 CR. Durante il follow-up in soli 29/116 casi è stata riscontrata stabilizzazione di malattia e, sebbene tutti i pazienti fossero stati sottoposti ad almeno 4 cicli di chemioterapia, sono state osservate ben 60/116 metastasi. La radioterapia standard nel NSCLC dopo chemioterapia neoadiuvante sembra quindi un trattamento di ridotta utilità a fronte dell’impegno temporale necessario.

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