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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2005 October;164(5):385-9

lingua: Italiano

Aspetti psicologici nel trapianto renale

Rapisarda F. 1, Tarantino A. 2, Campise M. 2, Passerini C. 2, Baggio G. 1, Ghezzi F. 1, Nicodemo D. 1, Reseca R. 1, Zito M. T. 1, Buscemi G. 3, Di Lorenzo G. 4, Provenzano R. 5, Li Vecchi M. 5

1 Cattedra di Chirurgia Generale e Trapianti d'Organo, Università di Palermo, Palermo;
2 U.O. di Nefrologia e Dialisi, Ospedale Maggiore di Milano, Milano;
3 Cattedra di Semeiotica e Metodologia Chirurgica Università di Palermo, Palermo;
4 Cattedra di Medicina Interna, Università di Palermo, Palermo;
5 Cattedra di Nefrologia, Università di Palermo, Palermo


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Obiettivo. Il trapianto, anche se rappresenta la possibilità di poter ripristinare la stessa qualità di vita precedente la malattia, non sempre viene accettatto a causa della terapia e dei continui controlli clinici e della continua terapia a cui i pazienti devono sottostare. Il nostro lavoro ha cercato di evidenziare possibili tratti di personalità e strategie di coping caratteristiche dei trapiantati e dei pazienti non collaboranti.
Metodi. Il campione di 30 pazienti era composto di 14 maschi (di cui 10 coniugati o conviventi) e di 16 femmine (di cui 7 sposate).
Abbiamo suddiviso il campione in tre gruppi , due dei quali per età del trapianto (il primo con più di 2 anni ed il secondo con meno di 2 anni di trapianto). Nel terzo gruppo abbiamo inserito 4 pazienti non collaboranti. Sono stati utilizzati un test per lo studio della personalità (MMPI2) ed il COPE che misura le capacità di fronteggiamento (coping) messe in atto dal soggetto in particolari situazioni che possono essere vissute come stressanti (cosa che potrebbe riguardare anche il trapianto).
Risultati. I nostri dati suggeriscono che nei pazienti con più di due anni di trapianto si possono sviluppare stati ansiosi fino ad arrivare alla negazione della malattia a causa delle delusioni delle aspettative sul nuovo organo trapiantato. Altri fattori quale il disagio familiare o la mancanza di un adeguato supporto affettivo possono negativamente influenzare la compliance.
Conclusioni. Per tale motivo è consigliabile che lo staff medico ponga particolare attenzione ai pazienti che evidenzino questi aspetti psicologici per eventualmente richiedere l’intervento diuna assistenza psicologica specialistica nei casi più difficili o conclamati.

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