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ULTIMO FASCICOLOGAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia

Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Mensile

ISSN 0393-3660

Online ISSN 1827-1812

 

Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2005 Ottobre;164(5):379-84

 ARTICOLI ORIGINALI

Aspetti psicologici in dialisi e nei pazienti non collaboranti

Rapisarda F., De Vecchi A., Fogazzi G. B., Guerra L., Baggio G., Ghezzi F., Nicodemo D., Reseca R., Zito M. T., Faraone R., Lanzarone C., Picone F., Di Lorenzo G., Li Vecchi M.

USL n. 3, Ospedale Civile - Fiorenzuola D’Adda (Piacenza), Divisione Ortopedica e Traumatologica

Obiettivo. L’emodialisi e la dialisi peritoneale spesso non vengono vissute positivamente dai pazienti, a causa delle rigide prescrizioni terapeutiche e per i cambiamenti che apportano nella vita quotidiana degli uremici. Queste potrebbero favorire la non compliance, cioè non seguire regolarmente le prescrizioni terapeutiche.
Questo studio ha l’obiettivo di verificare l’esistenza o meno di alcuni peculiari tratti di personalità e di strategie di coping (tipo di strategie attuate dal soggetto in situazioni stressanti) in pazienti dializzati (emodialisi e peritoneale), analizzando in particolare se vi siano alcuni di questi aspetti che caratterizzano i pazienti non collaboranti.
Metodi. I test sono stati proposti a 120 emodializzati ed a 50 pazienti in dialisi peritoneale eterogenei per età, sesso, stato sociale e culturale, data d’inizio e tipologia (emodialisi o peritoneale) del trattamento sostitutivo.
Sono stati compilati in modo completo e con risultati validi 11 test per quanto riguarda i primi e 9 per i secondi, mentre gli invalidati (risposte contrastanti nei test) sono stati 5 per i primi e 3 per i secondi.
Per la raccolta dei dati sono stati utilizzati un test per lo studio della personalità (MMPI 2) ed il COPE che evidenzia il tipo di strategie (coping) messe in atto dal soggetto in particolari situazioni, come la dialisi, che possono essere vissute in modo stressante.
In base alle risposte sono stati suddivisi in due gruppi: Gruppo 1) Abbiamo inserito quelli che ritenevano che la scelta del tipo di dialisi fosse stata personale; Gruppo 2) Abbiamo incluso i pazienti che avevano risposto che il tipo di trattamento sostitutivo fosse stato scelto in base alle condizioni cliniche (Tabella II).
Risultati. I nostri dati evidenziano che i pazienti (soprattutto quelli in peritoneale), che ritengono che la scelta dialitica sia stata personale, sembrano confrontarsi in maniera più propositiva al trattamento sostitutivo. La tendenza dei dializzati non collaboranti ad esasperare la propria condizione fisico-psicologica e ad essere più irritabili, scontrosi e depressi, oltre la presenza dei disagi lavorativi e sociali e secondariamente dei contrasti famigliari e dei disagi coniugali, ci fa ritenere che questi possano essere predittori validi di non compliance.
Conclusioni. Per tale motivo riteniamo utile un corretto screening psicologico per aiutare il clinico ad avere indicazioni più attendibili sul paziente e per potere valutare l’eventuale necessità di un supporto psicologico per evitare, o almeno ridurre, il rischio di non collaborazione o addirittura autogestione della terapia.

lingua: Italiano


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