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ULTIMO FASCICOLOGAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia

Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Mensile

ISSN 0393-3660

Online ISSN 1827-1812

 

Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2005 Agosto;164(4):281-6

 ARTICOLI ORIGINALI

È possibile prevenire la megalosomia fetale

Comparetto C. 1, Bertini G. 2, Rubaltelli F. F. 2, Borruto F. 3

1 U.O. Ostetricia e Ginecologia, Ospedale Misericordia e Dolce, Azienda U.S.L. n. 4 di Prato, Prato;
2 Dipartimento di Pediatria, Divisione di Neonatologia, Università degli Studi di Firenze, Firenze;
3 Dipartimento Materno-Infantile, Divisione di Ostetricia e Ginecologia, Università degli Studi di Verona, Verona

Obiettivo. La “macrosomia” o, più correttamente, “megalosomia” fetale, è definita come un peso alla nascita di 4000 g o più, anche se in letteratura non vi è una definizione precisa di questa condizione. In realtà, il termine corretto dovrebbe essere “feto grosso per l’epoca gestazionale”, che comprende tutti i feti che alla nascita hanno un peso superiore al 90° percentile. Riportiamo la nostra esperienza ed una piccola revisione della letteratura.
Metodi. Abbiamo studiato l’incidenza e le possibili complicazioni della megalosomia fetale attraverso una valutazione prospettica delle evenienze ostetriche e dei nati occorsi nel periodo 2000-2003. Sono stati quindi rilevati il numero di parti megalosomici sul totale dei nati, le modalità del parto, l’eventuale presenza di sofferenza fetale, di anomalie congenite, di sequele (ed il tipo delle stesse), l’indice di Apgar al I ed al V minuto dalla nascita ed il numero di madri affette da diabete mellito.
Risultati. La megalosomia fetale è associata ad un aumento delle complicazioni materne dovute ad una maggiore incidenza di sproporzioni feto-pelviche, che comporta una durata più lunga del periodo espulsivo, una più alta incidenza di parti operativi, di emorragie post partum e di lacerazioni vagino-perineali. D’altra parte, vi è un aumento della morbosità perinatale, con un’incidenza maggiore di sofferenza fetale e della temuta distocia di spalla.
Conclusioni. Con l’aumentata diffusione dell’ecografia e la conseguente possibilità di prevedere in maniera ripetibile il peso fetale, il problema dei feti di grosso peso sembra trovare una soluzione, ed a questa soluzione porta anche l’aumento dei contenziosi medico-legali e la pesanti sequele della distocia di spalla.

lingua: Italiano


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