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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2005 August;164(4):263-8

lingua: Inglese

Fibrillazione atriale parossistica. La nostra esperienza nel pronto soccorso dell’Università Policlinico A. Gemelli

Mazzone M., Portale G., Buccelletti F., La Sala M., Forte P., Ursella S., Testa A., Covino M., Pignataro G., Mancini F., Gentiloni Silveri N.

Departement of Emergency, University Cattolica del Sacro Cuore. Policlinico Universitario A. Gemelli, Rome


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Obiettivo. Sottolineare le implicazioni più importanti della fibrillazione atriale parossistica e descrivere le patologie associate a maggior rischio di comparsa di questa aritmia. Individuare le correlazioni tra l’età e la durata dell’episodio di aritmia e tra il sesso e le diverse età di comparsa della fibrillazione atriale parossistica.
Metodi. Nel periodo di tempo compreso tra Aprile-Settembre 2001 abbiamo studiato 69 pazienti con diagnosi di fibrillazione atriale parossistica che si presentavano per la prima volta al nostro pronto soccorso.
Risultati. L’aritmia era presente da meno di 24 ore, di conseguenza i pazienti sono stati sottoposti a trattamento anti-aritmico per tentare di cardiovertirli al ritmo sinusale. Abbiamo osservato una correlazione maggiore tra la fibrillazione atriale parossistica e l’ipertensione arteriosa rispetto ad altre patologie; nelle donne gli episodi sono comparsi in età più avanzata rispetto agli uomini, iniziando nel periodo postmenopausale (nei maschi la maggior incidenza dell’aritmia era nella fascia di età compresa tra i 20 e i 40 anni). I pazienti in trattamento con farmaci anti-aritmici, in media, avevano un’anamnesi positiva per 1,83 episodi di fibrillazione atriale parossistica, mentre per i pazienti non in trattamento la media era di 1,36 episodi. Inoltre, circa il 17% dei pazienti, nonostante avessero riferito di aver avuto 1,5 episodi di fibrillazione atriale parossistica non presentavano alcun fattore di rischio.
Conclusioni. Sarebbe veramente interessante studiare le relazioni tra l’assetto ormonale e l’esordio della fibrillazione atriale parossistica nelle donne e analizzare i pazienti (età media di circa 43 anni) che sviluppano fibrillazione in assenza di fattori di rischio.
Infine, facciamo notare la mancata relazione tra l’età del paziente e la durata dell’aritmia, che giustifica sempre, se indicato, il trattamento con farmaci anti-aritmici per cercare di restaurare il ritmo sinusale.

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