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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2005 April;164(2):101-7

lingua: Inglese

La N-oleoil-fosfatidiletanolamina riduce l’assunzione di cibo e il peso corporeo dei ratti sottoposti a dieta ipercalorica, con miglioramento dello stato antiossidante

Broccali G., Berti M., Pistolesi E., Cestaro B.

B.T. Biotecnica, Unit Research in Food and Nutrition, Saronno, Varese, Italy


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Obiettivo. L’obiettivo del presente lavoro consisteva nello studio in vivo del potenziale effetto anoressizzante del complesso N-oleoil-fosfatidiletanolamina-epigallocatechingallato somministrato per via orale come fonte naturale di N-oleoil-etanolamina In un modello murino di dieta ipercalorica, ad elevato contenuto di grassi saturi e colesterolo. Un ulteriore obiettivo del presente studio consisteva nella verifica del potenziale miglioramento indotto dal complesso N-oleoil-fosfatidiletanolamina-epigallocatechingallato nel livello e nella funzionalità dei sistemi antiossidanti plasmatico ed epatico.
Metodi. È stato adottato il seguente protocollo sperimentale: sono stati utilizzati 36 ratti Sprague-Dawley (di età pari a 6 settimane), del peso di 100-110 g. Un gruppo di 12 ratti (gruppo 1) è stato sottoposto a regime dietetico standard. I rimanenti 24 ratti sono stati suddivisi in due gruppi: il gruppo 2 è stato sottoposto a regime dietetico ipercalorico, mentre il gruppo 3 è stato sottoposto al medesimo regime dietetico, con l’aggiunta della N-oleoil-fosfatidiletanolamina e delle catechine del the verde.
Risultati. Rispetto al regime dietetico standard, il trattamento con una dieta ricca in grassi saturi e colesterolo, della durata di 8 settimane, ha determinato un incremento significativo del peso corporeo e della massa lipidica dei ratti, con una diminuzione della massa proteica e dello stato di idratazione dei tessuti. È stato inoltre rilevato un aumento significativo dei livelli plasmatici di trigliceridi, colesterolo totale e glucosio. Anche i livelli plasmatici ed epatici di malonilaldeide (un indice del contenuto di lipoperossidi) sono risultati essere elevati. Infine, è stata riscontrata una diminuzione dei livelli di glutatione ridotto, dei livelli di ATP e della «fluidità» di membrana a livello epatico.
Conclusioni. È possibile contrastare i molteplici rischi aterogeni potenzialmente presenti nella dieta mediante l’aggiunta della N-oleoil-fosfatidiletanolamina (un fosfolipide presente in alimenti come la soia, le uova, il cioccolato, etc.). Questo fosfolipide è in grado di ridurre l’assunzione di cibo nei ratti, verosimilmente attraverso un meccanismo attivo a livello dell’apparato digerente, che determina un aumento nel contenuto dei derivati endogeni della N-oleoil-etanolamina, un mediatore lipidico coinvolto nella regolazione periferica dell’assunzione di cibo.

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