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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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ARTICOLI SPECIALI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2005 February;164(1):65-8

lingua: Inglese

Osservazioni sulla clonazione a scopo terapeutico e riproduttivo

Depalo R., Nappi L., Lorusso F., Bettocchi S., Capotorto M., Selvaggi L.

Department of General and Specialistic Surgical Sciences, Unit of Obstetrics and Gynaecology A, University of Bari, Bari, Italy


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La clonazione è una forma di riproduzione asessuata da cui hanno origine organismi geneticamente identici. È stato dimostrato che una cellula animale già andata incontro a differenziazione e quindi in grado di assolvere ad una sola funzione altamente specifica può regredire ad uno stadio totipotente, e che il nucleo della cellula somatica differenziata può perdere il proprio programma genetico e acquisirne uno nuovo in grado di sostenere lo sviluppo embrionale dall’inizio alla fine dello stesso. Alla luce di queste considerazioni, al momento è possibile fare una distinzione tra clonazione a scopo riproduttivo, con la finalità di condurre alla nascita di un organismo vivente, e clonazione terapeutica, la cui finalità è dar vita a cellule staminali per possibili applicazioni cliniche. La clonazione riproduttiva consiste nel transfer del nucleo di cellule somatiche (SCNT) in una cellula uovo privata del nucleo, con il conseguente sviluppo di un embrione che viene trasferito in un utero recettivo allo scopo di dare origine ad una gravidanza. La clonazione terapeutica consiste nel SCNT in una cellula uovo privata del nucleo, con la successiva formazione di un embrione che non verrà trasferito, ma che virtualmente può svilupparsi in qualsiasi tipo di cellula. Ci sono numerosi possibili campi di applicazione clinica relativi allo sviluppo delle cellule staminali, tuttavia la metodica presenta ancora alcuni inconvenienti, in particolare la nostra conoscenza relativa alla crescita tissutale e ai patterns di differenziazione molecolare è ancora limitata. Abbiamo ancora un lungo cammino da percorrere prima di comprendere pienamente e controllare i vari processi talmente bene da poter indirizzare la differenziazione in vitro delle cellule embrionali in vari citotipi.

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