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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2005 Febbraio;164(1):29-33

lingua: Italiano

Profilassi tromboembolica con eparina a basso peso molecolare in chirurgia ginecologica

Mancuso A., Oteri F., De Vivo A., Triolo O., Irato S.

Dipartimeno di Scienze Ginecologiche, Ostetriche e Medicina della Riproduzione, Università degli Studi di Messina, Messina


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Obiettivo. Lo scopo della nostra indagine è quello di valutare la validità della profilassi antitrombotica con eparina a basso peso molecolare in pazienti sottoposti a intervento di chirurgia ginecologica.
Metodi. Lo studio è stato condotto su 410 pazienti ricoverate presso il nostro Dipartimento. L’età media e il peso medio erano rispettivamente di 54,6 anni e 64,1 kg; il 53,2% delle pazienti risultarono sovrappeso. Gli interventi sono stati eseguiti per via addominale nel 77,1% e per via vaginale nel 22,9% dei casi. In base alla classificazione di Rock e Thompson, il 31,2% delle pazienti presentava un rischio elevato, mentre il 68,8% rientrava nei casi a rischio moderato. Nella profilassi è stata utilizzata Nadroparina (0,3 ml/die) da 24 ore dopo l’intervento, fino a 7 giorni dopo la dimissione.
Risultati. Dieci pazienti manifestarono una sintomatologia sospetta per trombosi venosa profonda (TVP), tuttavia solo in 4 casi gli esami clinici, l’ecografia e la color-Dopplerflussimetria evidenziarono una patologia trombotica. Tre pazienti erano state sottoposte a intervento chirurgico laparotomico per patologia benigna e 1 a colpoisterectomia per prolasso genitale. L’età e il peso di queste pazienti non differivano dal resto del campione. Non si sono registrati né complicanze emorragiche a carico delle ferite chirurgiche né episodi d’embolia polmonare.
Conclusioni. L’incidenza di TVP è risultata sovrapponibile ai dati della letteratura più recenti (0,97%). Il protocollo dai noi utilizzato potrebbe essere, dopo eventuali ulteriori valutazioni, idoneo a ridurre i casi di sanguinamento intra e postoperatorio, a parità di risultati nella riduzione del rischio tromboembolico.

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