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Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2005 Febbraio;164(1):17-22

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Il caregiver e l’anziano

Gareri P. 1, 2, Lacava R. 2, Ruotolo G. 3, Covello L. B. 4, Galasso S. 3, Galasso D. 3, De Sarro G. 1

1 Cattedra di Farmacologia, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università degli Studi Magna Graecia, Azienda Ospedaliera Materdomini, Catanzaro;
2 Unità Operativa Complessa Geriatrica Territoriale, Tutela Salute Anziani, ASL n. 7, Catanzaro;
3 Unità di Medicina II, Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio, Catanzaro;
4 Infermiere Professionale, ASL n. 5, Mesoraca (KR)

Il caregiving all’anziano è un impegno rilevante ma viene in genere percepito come un’esperienza interessante e coinvolgente, anche se varia in funzione dell’entità, della natura e della durata delle disabilità presenti. Nel 60-70% dei casi, il caregiver è un membro della famiglia, ma a volte è egli stesso anziano con varie patologie che riducono la sua autonomia funzionale. La demenza senile, soprattutto se sono presenti disturbi psicologici e comportamentali, è una delle patologie più impegnative dal punto di vista assistenziale. È molto frequente nelle persone che assistono l’anziano la comparsa di stress; esso porta o a profonde conseguenze psicologiche e fisiche o all’istituzionalizzazione del paziente anziano. Lo stress del caregiver è efficacemente descritto da una curva a U, con l’acme nelle fasi precoci e tardive della malattia. In conclusione, la futura ricerca gerontologica dovrà orientarsi verso un’adeguata organizzazione dei servizi territoriali, specialmente nelle zone di maggiore carenza, come il Sud Italia; a tal fine il punto di partenza rimane la valutazione multidimensionale geriatrica, unitamente all’adeguata definizione dei ruoli e delle responsabilità delle figure professionali rivolte all’assistenza all’anziano e al potenziamento dell’integrazione dei servizi medici e di quelli sociali.

lingua: Italiano


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