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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2005 Febbraio;164(1):1-4

lingua: Italiano

Significato dei test di screening per il diabete gestazionale. Identificazione del rischio di possibili complicanze materno-fetali piuttosto che di macrosomia

Indraccolo U. 1, Indraccolo S. R. 3, Gentile G. 2, Villani C. 1

1 Dipartimento di Scienze Ginecologiche, Ostetriche e Pediatriche, Università degli Studi di Perugia, Perugia;
2 Dipartimento di Medicina Interna, Università degli Studi di Perugia, Perugia;
3 Dipartimento di Scienze Ginecologiche, Perinatologia e Puericultura, II Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Roma


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Negli ultimi anni, i limiti di riferimento glicemici per la diagnosi di diabete gestazionale sono stati abbassati. Ciò ha comportato un aumento del numero di diagnosi di diabete gestazionale, potendosi individuare anche i casi più lievi. Tuttavia non è ben compreso se tali casi lievi di diabete gestazionale possano comportare un maggior numero di complicanze della gravidanza e del parto, in particolar modo in relazione alla macrosomia fetale. Abbiamo perciò rivisto i nostri dati circa la macrosomia fetale tra il 1990 e il 1998 e li abbiamo comparati con altri presenti in letteratura per valutare se diagnosticare casi lievi di diabete gestazionale può essere d’aiuto nel management della gravidanza. La frequenza della macrosomia fetale è stata del 6,48%. Il 63,8% di questi feti macrosomi sono nati da pazienti con test da carico orale con 50 g di glucosio positivo e test da carico orale con 100 g di glucosio (oral glucose tolerance test, OGTT) negativo, in pazienti con diabete gestazionale dopo OGTT con 100 g patologico e in pazienti con diabete pregestazionale. Abbiamo usato i limiti di riferimento di Carpenter e Coustan per l’OGTT con 100 g di glucosio per la diagnosi di diabete gestazionale e il valore di 140 mg% a 1 ora come limite per il carico orale di 50 g. Ad esclusione della macrosomia, non è stata trovata alcuna altra complicanza della gravidanza e del parto. Tali feti macrosomi sono nati spontaneamente, senza differenze rispetto ai controlli. Si conclude che l’insulino-resistenza può spiegare sia i valori di glicemia anomali dopo qualsiasi OGTT che la macrosomia fetale. L’utilità di individuare ogni basso grado di insulino-resistenza è comunque opinabile, perché i feti macrosomi che si sviluppano in questi casi possono nascere senza alcuna complicazione.

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