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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2004 December;163(6):209-25

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Lo scompenso cardiaco. Dai trial alla pratica clinica

Perna P. 1, Perillo G. 2

1 A.O. Salerno San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Struttura Complessa di Medicina Interna, Salerno;
2 A.O. Salerno San Giovanni di Dio, Dipartimento di Medicina Interna e delle Specialità Mediche, Struttura Complessa di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Salerno


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Lo scompenso cardiaco costituisce la patologia cardiovascolare a più rapida crescita nei paesi industrializzati, rappresentando, per prevalenza ed incidenza, un serio problema per i costi di gestione da parte del servizio sanitario nazionale.
Il principale obiettivo del management clinico dello scompenso cardiaco è basato sulla riduzione della mortalità e della morbilità, nel migliorare la qualità di vita dei pazienti e nel ridurre le frequenti ospedalizzazioni che esso comporta, con aggravio di spesa per il bilancio del sistema aziendale ospedaliero.
Le linee-guida per lo scompenso cardiaco costituiscono una bussola per cercare di ridurre tali evenienze; esse indicano gli approcci metodologici e terapeutici necessari, sottolineando l’importanza di misure farmacologiche e/o di interventi correttivi chirurgici o procedure di supporto necessari.
Il ruolo centrale svolto dai farmaci ace-inibitori e dai beta-bloccanti costituisce un importante traguardo per la terapia dello scompenso cardiaco, anche se spesso il loro utilizzo viene sottovalutato, malgrado gli evidenti benefici dimostrati. Analogo discorso vale per gli antagonisti recettoriali dell’aldosterone e dell’angiotensina II.
Le procedure di rivascolarizzazione miocardia, di correzione della valvulopatia mitralica, gli interventi di cardiomioplastica o di ventriculotomia parziale sinistra, della terapia resincronizzante costituiscono nei pazienti con scompenso cardiaco, su base ischemica, metodiche che mirano a ristorare il miocardio ipoperfuso o stordito, ma che resta ancora vitale, seppure ipocinetico o acinetico.
Questo lavoro mira ad enfatizzare la necessità del trattamento dello scompenso cardiaco attraverso le linee guida indicate dai più importanti trial clinici.

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