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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2004 October;163(5):165-71

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Analisi magnetoencefalografica e stimolazione magnetica in pazienti con morbo di Alzheimer

Abatzoglou I. 1, Anninos P. 1, Adamopoulos A. 1, Tsagas N. 2, Chourdakis K. 3

1 Department of Medicine, Medical Physics Laboratory, Demokritus University of Thrace, Alexandroupolis, Greece; 2 Department of Electrical Engineering and Computer Sciencies, Laboratory of Nuclear Technology, Demokritus University of Thrace, Xanthi, Greece; 3 Department of Medicine Legale and Toxicology, Demokrition University of Thrace, Alexandroupolis, Greece


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Obiettivo. Il magnetoencefalogramma rappresenta l’attività magnetica emessa dal cervello, che può essere misurata utilizzando una strumentazione per la neutralizzazione del quantum di superconduzione. Con questo metodo non invasivo sono stati ottenuti dei magnetoencefalogrammi da pazienti con morbo di Alzheimer.
Metodi. L’attività magnetica emessa è stata registrata da un totale di 64 punti del cranio (32 per ogni lobo temporale). Questi segnali magnetoencefalografici sono stati analizzati utilizzando l’analisi statistica di Fourier ed è stata calcolata la distribuzione spaziale dello spettro di ampiezza della potenza magnetica a livello del cuoio capelluto. Con questo calcolo sono state costruite delle mappe ISO-SA prendendo in considerazione le ampiezze medie dello spettro di potenza compreso tra 2 e 7 Hz. Utilizzando questo metodo è semplice rilevare la presenza di punti anormali, dal momento che le mappe ISO-SA rappresentano in modo figurato l’attività cerebrale neuronale proiettata a livello del cuoio capelluto. Inoltre, a livello delle regioni temporali sinistra-destra, fronto-occipitale e del vertice è stata applicata una stimolazione magnetica esterna con intensità di 1-7.5T e frequenza del ritmo _ del paziente (8-13 Hz), registrando nuovamente l’attività magnetica emessa dal cervello.
Risultati. Alcuni dei punti registrati hanno evidenziato un’attività ritmica anormale, caratterizzata da elevata ampiezza e bassa frequenza. L’applicazione della stimolazione magnetica esterna ha portato ad una rapida attenuazione dell’anormale attività cerebrale nei pazienti con morbo di Alzheimer.
Conclusioni. Le osservazioni che l’applicazione esterna di campi magnetici di bassa intensità e frequenza produca un’attenuazione dell’attività cerebrale anormale nei pazienti con morbo di Alzheimer indica che questo nuovo metodo può aprire nuove strade per il trattamento di tali tipi di pazienti.

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