Home > Riviste > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche > Fascicoli precedenti > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2004 June;163(3) > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2004 June;163(3):71-4

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2004 June;163(3):71-4

lingua: Italiano

Esiste ancora un ruolo per la simpaticectomia lombare tra le opzioni terapeutiche nelle arteriopatie ostruttive?

Cardia G. 1, Lippolis A. 2, Centonze A. 2, Topi S. 1

1 U.O. Semplice Chirurgia Vascolare, Ospedale Policlinico, Bari;
2 Chirurgia Generale III, Università degli Studi di Bari, Bari


PDF  


Obiettivo. Nel 1925 Adson et al. proposero per la 1° volta la simpaticectomia lombare (SL) come trattamento delle arteriopatie obliteranti degli arti inferiori.
Solo i pazienti al III e IV stadio secondo Fontaine traggono beneficio da questo trattamento, differentemente i pazienti diabetici o con ostruzioni prossimali (iliache) non sono candidati eleggibili. Lo studio illustra le differenti terapie utilizzate in 2 periodi diversi con l’obiettivo di verificare perché si è modificato negli ultimi anni il trattamento delle arteriopatie ostruttive periferiche.
Metodi. Dal 1993 al 1996 sono stati effettuati 150 interventi chirurgici in pazienti con arteriopatie ostruttive, 59 di questi sono stati di SL (34%), differentemente nel periodo dal 1997 al 1999 abbiamo effettuato solo 10 SL su un totale di 88 interventi chirurgici (pari al 9,8 %).
Risultati. La riduzione dell’utilizzo della SL nei nostri pazienti negli ultimi anni può essere spiegata da 2 principali motivi: 1) il ricorso a un maggior numero di simpaticectomie farmacologiche, specie nei pazienti anziani; 2) l’utilizzo di terapia farmacologica con prostanoidi. In particolare con l’utilizzo dei prostanoidi in molti pazienti abbiamo ottenuto un notevole miglioramento dei sintomi e la cicatrizzazione delle aree di necrosi.
Conclusioni. In conclusione possiamo affermare che la SL rappresenta ancora oggi una procedura di 2° scelta in quei pochi casi che non possono essere sottoposti a rivascolarizzazione diretta, nonostante i risultati discreti ottenuti con la terapia medica.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail