Home > Riviste > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche > Fascicoli precedenti > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2003 October;162(5) > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2003 October;162(5):127-8

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

CASI CLINICI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2003 October;162(5):127-8

lingua: Italiano

Epatite da virus Coxsackie. Descrizione di un caso

Pellicanò S. 1, Calzone R. 2, Bertuccio A. 2, Rizza R. 2, Rombolà F. 2, Del Giudice A. C. 2, Bertuccio S. N. 2

1 Ospedale «S. Giovanni di Dio», Crotone;
2 U.O. Malattie Infettive, Ospedale Civile «G. Iazzolino», Vibo Valentia


PDF  


Gli Autori descrivono un caso di epatite da virus Coxsackie giunto alla loro osservazione. I virus Coxsackie determinano una sintomatologia estremamente polimorfa, con quadri clinici come l’herpangina (o faringite vescicolare), la mialgia epidermica (o malattia di Bornholm), miocarditi, meningiti, meningoencefaliti e raramente esantema, la forma di herpangina ed esantema vescicolare di mani e piedi, sindromi respiratorie, pericardite acuta benigna, orchite ed epatite.
I virus vengono eliminati con le feci e le secrezioni naso-faringee. La trasmissione è interumana diretta (per via orale) o indiretta tramite veicoli (alimenti, acqua), o vettori (insetti, mosche, zanzare). È interessata soprattutto l’età infantile in cui l’epatite da virus Coxsackie può essere fatale, caratterizzata da forme fulminanti (in un prematuro si sviluppò una coagulazione intravascolare disseminata [CID] che non rispose al trattamento convenzionale).
È stata studiata la fisiopatologia dell’epatite cronica nel coniglio infettato da Coxsackie B5. Non si sono manifestati anticorpi anti-epatociti o incremento dei livelli di citochine intraepatiche. Quindi il virus è rimasto localizzato nel citoplasma dell’epatocita senza fenomeni autoimmunitari. In 3 delle 9 scimmie infettate sperimentalmente dal virus Coxsackie B4, altamente infettante per l’uomo, l’antigene virale fu trovato nel fegato e una particella virale nel rene. Ciò suggerisce, insieme a studi precedenti, che il virus può essere presente nel fegato o in altri tessuti in stato quiescente. Gli Autori sottolineano la rarità del caso clinico descritto.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail