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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2003 Agosto;162(4):91-6

lingua: Italiano

Tromboprofilassi con nadroparina calcica in pazienti sottoposte a taglio cesareo

Cipriano L., Di Lillo A., Brosio F., Meloni P., Gioia S., Berta S., Pacifici E., Anceschi M. M.

Dipartimento di Scienze Ginecologiche, Perinatologia e Puericultura, Università degli Studi di Roma «La Sapienza», Roma


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Obiettivo. Valutazione dell’efficacia della nadroparina calcica, eparina a basso peso molecolare, nella profilassi della tromboembolia in pazienti sottoposte a taglio cesareo.
Metodi. Dal gennaio 2001 al luglio 2002 sono state studiate 66 pazienti sottoposte a taglio cesareo e a successiva profilassi antitrombotica. Il farmaco utilizzato, la nadroparina calcica, è stato somministrato per via sottocutanea ogni 24 ore. Si è valutato il dosaggio, la modalità e la durata della terapia con nadroparina calcica e la sua correlazione con fenomeni tromboembolici e patologie a essi associate.
Risultati. Le 66 pazienti sono state sottoposte a taglio cesareo ad un’epoca gestazionale di 35,611±0,829 settimane. A 44 (67%) pazienti è stata somministrata nadroparina calcica 0,3 UI/ml, mentre a 22 (33%) pazienti 0,4 UI/ml. In 34 (52%) pazienti la somministrazione è avvenuta intraoperatoria, in 20 (30%) dopo 4 ore dall’ intervento, in 2 (3%) dopo 8 ore e in 10 (15%) dopo 12 ore. La durata della terapia varia da un minimo di 5 a un massimo di 8 giorni. Tutte le pazienti sono state sottoposte a controllo emocromocitometrico e coagulativo nel III giorno postoperatorio. I parametri ematologici, nel post-
operatorio, non hanno mostrato variazione significativa della conta piastrinica, del valore PT INR e dell’APTT. Rilevante è stata indubbiamente l’assoluta assenza di patologia tromboembolica dopo somministrazione di nadroparina calcica.
Conclusioni. I dati emersi dal nostro studio hanno mostrato l’utilità effettiva della terapia antitrombotica nella profilassi tromboembolica, avvalorata in pieno dai dati fino ad oggi riportati in letteratura dove la riduzione del rischio di trombosi venosa profonda e di embolia polmonare dopo profilassi in situazioni ad alto rischio è del 60-80% e in quelle a basso rischio di circa il 70%.

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