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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2003 August;162(4):85-90

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La rottura di cuore nell’infarto miocardico acuto. Incidenza e caratteristiche cliniche

Genovesi Ebert A., Savoia M. T., Baldini U., Carluccio M., Casarosa F., Digiorgio A., Di Santo D., Pauletti M., Galli M.

Unità Operativa di Cardiologia ed Unità Coronarica, Spedali Riuniti, Azienda USL 6, Livorno


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Obiettivo. Lo scopo di questo lavoro è valutare l’incidenza, le caratteristiche cliniche e l’evoluzione delle rotture di cuore nell’infarto miocardico acuto (IMA).
Metodi. Rivalutazione degli IMA ricoverati in 21 mesi. La diagnosi di rottura di cuore è stata posta su base ecocardiografica (difetto interventricolare, rottura di papillare, nuovo versamento pericardico >5 mm).
Risultati. Su 601 IMA (età media 70±12 anni, 69% di sesso maschile, 14% recidive, 38% trattati con fibrinolisi, mortalità 16,1%), sono state osservate 27 rotture di cuore (4,5%): 4 di setto, 3 di papillare e 20 di parete libera. Venti pazienti (74%) sono deceduti in Unità Coronarica, 7 sono stati avviati alla cardiochirurgia, 4 dei quali sono vivi a oltre 3 anni dall’evento. La rottura di cuore ha rappresentato il 23% dei decessi per IMA. I pazienti con rottura di cuore erano più anziani dei pazienti sopravvissuti (78,1±7 vs 68,7±12 anni, p<0,0001) ma simili ai deceduti per altra causa (79,6±10 anni). La prevalenza del sesso femminile è stata superiore a quella dei pazienti senza rottura di cuore (62,9% vs 31,4%, p=0,013).
Il 52% delle rotture è avvenuto in 1° giornata e il 68% entro la 2°. La prevalenza di fibrinolisi non è risultata differente né rispetto ai sopravvissuti (33,3% vs 41,2%, p=ns) né rispetto ai deceduti per altra causa (33,3 vs 18,6, p=ns).
Conclusioni. La rottura di cuore è una complicanza catastrofica dell’IMA, provoca 1/4 dei decessi e ne rappresenta la 2° causa di morte. È più frequente nel sesso femminile e non è significativamente associata al trattamento fibrinolitico.

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