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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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NOTE DI TERAPIA  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2002 April;161(2):105-8

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lingua: Italiano

Utilizzo dei sali quaternari d’ammonio nel trattamento delle vaginosi batteriche

Mancino P., Onorati E., Roma B., Russo P., Monti M.

Policlinico Umberto I, Dipartimento di Scienze Ginecologiche, Perinatologia e Puericultura, IV Divisione - Roma, Università degli Studi «La Sapienza» - Roma


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Obiettivo. Le vaginosi batteriche costituiscono un gruppo eterogeneo di patologie flogistiche del tratto genitale inferiore ad eziologia polimicrobica batterica caratterizzate da alterazioni dell’ecosistema vaginale con sostituzione della normale flora lattobacillare da parte di microrganismi patogeni. Scopo del lavoro è quello di valutare l’efficacia dei sali quaternari di ammonio nel trattamento di tali affezioni.
Materiali e metodi. Sono state reclutate nello studio 75 pazienti, di età compresa fra i 20 ed i 65 anni, affette da vaginosi batterica o vulvovaginite mista. Tutte le pazienti sono state sottoposte a trattamento, per dieci giorni, con Bergagyn ovuli (benzalconio cloruro) ed Alfa Bergamon lavanda esterna. Le pazienti sono state valutate, con controllo batteriologico e clinico, ad un mese dal termine del trattamento.
Risultati. Dopo terapia con i sali quaternari d’ammonio, a distanza di un mese, abbiamo riscontrato un miglioramento dei sintomi riferiti dalle pazienti, in particolare prurito vulvare e vaginale e leucorrea maleodorante, e dei segni obiettivi di vaginosi batterica nel 27% delle pazienti. Una scomparsa dei sintomi è stata registrata nel 64% delle pazienti. Soltanto il 9,3% delle pazienti non ha risposto alla terapia.
Conclusioni. Il trattamento locale con i sali quaternari d’ammonio si è rivelato efficace nel nostro studio, nella riduzione dei sintomi e dei segni clinici di vaginosi batterica mostrando una buona azione battericida e batteriostatica. L’efficacia complessiva è stata del 90% includendo anche i casi di solo miglioramento senza scomparsa completa dei sintomi. Il trattamento ha mostrato inoltre, una buona tollerabilità e un’ottima compliance, con scarsi effetti collaterali, limitati a lievi intolleranze locali.

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