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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2002 Febbraio;161(1):1-5

lingua: Inglese

Valutazione eziologica delle malattie cerebrovascolari nell’anziano

Bilora F. 1, Boccioletti V. 1, Pomerri F. 2, Pagiaro E. 2, Petrobelli F. 1, Girolami A. 1

1 Medical School, Department of Medical and Surgery Sciences, Second Chair of Medicine, University of the Study, Padua;
2 Radiology Institute, University of the Study, Padua


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Obiettivo. È spesso difficile valutare l’etiopatogenesi dell’ictus cerebrale da cui dipende poi la terapia. Lo scopo del presente lavoro e stato quello di valutare l’etiopatogenesi dell’ictus cerebrale in un gruppo di soggetti anziani avvalendosi di metodica non invasiva e dei criteri formulati dal National Institute of Neurological Disorders and Stroke.
Metodi. Abbiamo considerato tutti i pazienti ricoverati per ictus cerebrale, presso la Clinica Medica II dell’Ospedale di Padova durante gli anni 1996-1998. Non abbiamo considerato gli emorragici. A tutti i soggetti oltre all’anamnesi, esame obiettivo, esami bioumorali di routine, Rx torace, ECG standard, venivano eseguiti: eco color Doppler delle arterie carotidi, ecocardiogramma standard e TC o RMN cerebrale. Il medico curante formulava quindi l’ipotesi etiopatogenetica e poi una commissione costituita da un cardiologo, un neurologo ed un neuroradiologo esperti, revisionava i casi e formulava la sua ipotesi etiopatogenetica. Veniva quindi valutata la concordanza della diagnosi.
Risultati. Abbiamo valutato 149 soggetti. Diabete ed ipertensione erano più frequenti nei maschi con attacchi ischemici transitori (TIA), mentre il fumo si associava sia ai TIA che agli ictus. La fibrillazione atriale si associava ai TIA delle femmine, mentre le calcificazioni della valvola aortica e l’insufficienza mitralica ai TIA dei maschi. La valutazione TC era associata a lesioni uniche nelle femmine e multiple nei maschi. La discordanza diagnostica fra i due gruppi di valutazione etiopatogenetica era elevata per gli ictus delle femmine. Riguardo poi ai TIA di origine sconosciuta, per gli esperti erano solo il 29% contro il 93% dei curanti.
Conclusioni. Esistono fattori di rischio diversi per le femmine ed i maschi. La diagnosi etiopatogenetica è più accurata se formulata da un’équipe di esperti.

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