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ULTIMO FASCICOLOGAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia

Indexed/Abstracted in: BIOSIS Previews, EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Mensile

ISSN 0393-3660

Online ISSN 1827-1812

 

Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2001 Febbraio;160(1):9-29

 ARTICOLI ORIGINALI

Sperimentazione presso quattro centri dei campi magnetici nell’ambito di intensità picoTesla, sperimentazione clinica a doppio cieco per il trattamento dei ginocchio affetto da osteoartrite

Jacobson J. I. 1, 2, 6, Gorman R. 1, Chaviano F. 1, Yamanashi W. S. 2, Grinberg I. 3, Dayton M. 4, Haltiwanger S. 5, Saxwna B. B. 6, Walters B. 7, Clayton L. 8, Lamberth J. 9

1 Departmet of Medical Physics and Neuromagnetics, Institute of Theoretical Physics and Advanced Studies for Biophysical Research, The Perspectivism Foundation, Boca Raton, FL USA;
2 Department of Medicine, Cardiovascular Section, University of Oklahoma Health Sciences Center, VA Medical Center, Oklahoma City, OK, USA;
3 West Gables Rehabilitation Outpatient, Center Hospital, Coral Gables, FL, USA;
4 Dayton Medical Center, Miami, FL, USA;
5 Emanuel Medical Center, Roswell, GA, USA;
6 Department of Obstetrics/Gynecology, Division of Reproductive Endocrinology, Cornell University Medical College, New York, NY, USA;
7 Outcomes Analysis Corporation, Dania Beach, FL, USA;
8 Prototyping Laboratory, John C. Stennis Space Center, Boca Raton, MS, USA;
9 Mississippi State University

Obiettivo. Lo scopo del presente studio era quello di valutare l’efficacia dei Campi Magnetici di Risonanza Jacobson su soggetti umani affetti da dolore alle ginocchia dovuto a osteoartrite.
Metodi. La sperimentazione è stata effettuata su centosettantasei (176) pazienti in cura presso quattro centri diversi. I soggetti sono stati divisi in due gruppi con assegnazione randomizzata: un gruppo è stato trattato con placebo (trattamenti con il magnete non attivo) e l’altro sottoposto al trattamento attivo (magnete attivo). Ogni gruppo ha ricevuto otto trattamenti nell’arco di due settimane. Ciascun soggetto ha attribuito un punteggio al livello di dolore percepito (da uno, per dolore minimo, a dieci, per dolore massimo) prima e dopo ciascuna delle sessioni di trattamento, in tre diverse occasioni: prima della sperimentazione, dopo la sperimentazione e a due settimane dalla fine della sperimentazione. I soggetti hanno registrato l’intensità del dolore provato al di fuori dell’ambiente di cura. I campi magnetici utilizzati nell’ambito del presente studio erano generati tramite il Dispositivo per la Risonanza Magnetica Jacobson; tale dispositivo è costituito da due bobine aventi diametro pari a 18 pollici, in filo di rame con diametro 30 AWG, collegate in serie (configurazione Helmholtz), poste alla distanza di 9 pollici l’una dall’altra. Le bobine sono collegate ad un alimentatore, come ad esempio il generatore di funzione HP3325A, e ad un attenuatore per ottenere il campo desiderato nello spazio compreso tra le spire. L’intensità del campo magnetico (densità di flusso) è stata calcolata con l’equazione MC2=BvLq (equazione di Jacobson). L’ambito delle densità di flusso impiegate andava da 2,74×10-7 gauss a 3,4×10-8 Gauss, con le frequenze corrispondenti pari a 7,7 Hertz e 0,976 Hertz. Mentre per le densità di flusso picoTesla si sono effettuate misurazioni che le mettono in correlazione con le onde cerebrali e il cuore, ad opera di David Colien dei M.I.T., non esiste alcuna spiegazione nel campo della fisica classica per gli effetti biologici dei campi deboli. La Risonanza di Jacobson propone un meccanismo inteso a risolvere le difficoltà teoriche.
Risultati. In media, i soggetti appartenenti al gruppo trattato con il magnete attivato hanno avvertito una riduzione del dolore del quarantasei percento (46%) dopo la sessione di trattamento. I soggetti appartenenti al gruppo trattato con il magnete inattivo, invece, hanno avvertito una riduzione del dolore, a seguito della sessione di trattamento, dell’otto percento (8%). I risultati indicano l’esistenza di una differenza significativa tra i due gruppi. L’analisi della varianza ANOVA secondo il metodo lineare generale (GLM) del trattamento e della sessione ha dimostrato che la riduzione del dolore è stata significativamente maggiore nel gruppo trattato con il magnete attivato rispetto al gruppo di controllo (p<0,001). Inoltre, dei 101 pazienti del primo gruppo valutati nel corso delle sessioni di trattamento, il 96% ha beneficiato di riduzioni significative del dolore (p<0,000). I pazienti N=97 (96%) che hanno provato una riduzione del dolore hanno avuto in media una riduzione dei dolore del 53,25%. Il cento percento (100%) dei pazienti del gruppo trattato con magnete attivato ha ottenuto una riduzione dei livelli di dolore a seguito di (almeno) uno o più trattamenti con il dispositivo per la risonanza.
Conclusioni. Lo studio indica che vale la pena di considerare la previsione della Risonanza Jacobson riguardo alla possibilità che i campi magnetici dell’intervallo picoTesla siano fisiologici. I risultati dello studio fanno ipotizzare un effetto biologico delle energie sottili che deve ancora essere considerato e analizzato in modo più approfondito.

lingua: Inglese


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