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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2000 February;159(1):11-21

lingua: Italiano

Segni clinici nelle sindromi malformative. Nota 2. Aspetti oro-facciali

Guido E., Mascagni E., Nannelli P., Del Grosso M.

Università degli Studi - Siena, Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia


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Le anomalie maxillo-facciali risultano essere rilevanti in alcune rare sindromi malformative (forme sindromiche di craniosinostosi e malformazioni del primo e del secondo arco branchiale). Tuttavia, l’estrema variabilità del fenotipo clinico del paziente rende difficile l’inquadramento diagnostico. In tale ottica, l’esame obiettivo si configura quale momento fondamentale: è necessario compiere sui nostri pazienti un’attenta valutazione che vada al di là dell’ambito di interesse prettamente ortodontico e che includa anche la valutazione dell’area facciale, dalla quale non si può assolutamente prescindere ai fini di una corretta diagnosi e del successivo piano di trattamento.
La revisione bibliografica qui proposta ha come obiettivo quello di fornire all’odontoiatra ed all’ortodonzista in particolare una guida rapida di facile consultazione sui principali segni clinici rilevati nelle sindromi malformative prese in esame. Vengono quindi descritte le anomalie presenti a livello delle varie componenti del volto (occhi, naso, zigomi, orecchio, mascellare, mandibola, bocca) ed i meccanismi che le hanno determinate; viene sottolineata l’importanza della ricerca delle anomalie minori come indizi per individuare condizioni più gravi e per riconoscere le sindromi malformative. Inoltre, viene ribadito il concetto della non-specificità della singola alterazione, dato che uno stesso difetto può configurarsi come carattere in sindromi diverse.
Da questo studio si delinea quale deve essere il ruolo dell’ortodonzista: esso non consiste tanto nel fare diagnosi di malattia, quanto nel riconoscere le piccole variazioni della norma che talvolta, se non bene apprezzate, possono vanificare la terapia ortodontica.

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