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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 1999 October;158(5):141-9

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Indagine clinica controllata su una sostanza originale ad azione antimicotica nelle candidiasi trattate ambulatorialmente

Scupilliti E. 2, Bastanzio C. 1, De Lorenzi G. 1

1 Benedetti SpA, Direzione Medica - Pistoia; 2 CMS, Centro Medico Specialistico - Milano


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Introduzione. La Candida albicans rappresenta una presenza più o meno nascosta anche nell’organismo sano; quando le difese immunitarie subiscono per varie ragioni un indebolimento, la Candida può manifestarsi in modo patologico in diverse localizzazioni, dal cavo orale alla cute, all’ambito vulvo-vaginale. La diagnosi può essere aiutata nella pratica clinica da esami di laboratorio mirati, oggi resi più sicuri e pratici da tecniche evolute ma anche dall’impiego di semplici test di tipo enzimatico ambulatoriale. Con l’ausilio di tali metodiche è stato realizzato uno studio clinico controllato su un gruppo di pazienti con affezioni vulvo-vaginali di tipo micotico presentanti un quadro sintomatologico da candidiasi.
Metodi. Le pazienti, in numero totale di 135, arruolate nell’ambito della pratica clinica quotidiana sulla base di sintomi dichiarati e con l’impiego «di conferma» di un semplice test «rapido» di tipo enzimatico, sono state trattate con un farmaco originale ad attività antimicotica (P) o in alternativa con un farmaco noto del commercio (M): entrambi sotto forma di lavande vaginali «pronto uso», assegnati alle singole pazienti mediante l’impiego di una lista di randomizzazione. La durata del trattamento era prevista mediamente di circa 8 giorni e comunque fino alla remissione dei sintomi. I sintomi di tipo soggettivo, oltre alla temperatura locale interna, venivano rilevati mediante scale semi-quantitative in condizioni basali ed alla fine del trattamento; così pure veniva fatto per il test «di conferma», rilevando la positività e/o la negatività della risposta sia come segno diagnostico che quale misura (finale) dell’efficacia del trattamento farmacologico. Alla fine venivano anche registrati sia una valutazione globale sul trattamento da parte del medico e della paziente sia la tollerabilità e gli eventuali effetti collaterali denunciati, oltre ad un giudizio di «accettabilità» del test ed altre informazioni clinico-prognostiche.
Risultati. La elaborazione statistica dei dati raccolti ha suggerito le seguenti conclusioni: a) i due sottocampioni di trattamento P ed M erano omogenei in condizioni basali e confrontabili; b) i due trattamenti antimicotici risultavano efficaci nell’arco di tempo previsto per la terapia sui vari sintomi, inclusa la temperatura locale; essi mostravano livelli di efficacia e tollerabilità molto vicini, con una lieve prevalenza del farmaco P per qualche parametro; c) Il test «di conferma» impiegato era giudicato soggettivamente affidabile e di facile attuazione sia dal medico che dalla paziente.
Conclusioni. In conclusione la ricerca effettuata con un disegno controllato e a struttura multicentrica non formale, mostrava la validità dell’approccio terapeutico con l’antimicotico originale (P) anche alla luce dell’impiego di un test «rapido« diagnostico dello specifico ambito di patologia.

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